• Gestione delle emergenze, chi fa cosa? Le fragilità del sistema locale

    Il giorno dopo i danni e la paura, a tenere banco sono le polemiche. Polemiche per una rete viaria provinciale che ha mostrato le sue fragilità con frane e smottamenti come dopo un terremoto. E poi il rimpallino di accuse sulle manutenzioni, ordinarie e straordinarie. Richieste, mancate, mai avviate o incomplete. Come anche nel caso del fiume Anapo dove Genio Civile e Demanio potrebbero intervenire per la pulizia e la sicurezza degli argini, come anche era stato richiesto ad inizio ottobre in Prefettura dal sindaco di Sortino, Enzo Parlato. Salvo, però, essersi svegliati ieri con l’Anapo esondato.
    Non è una caccia alle responsabilità, ma una sconfortante finestra su di sistema locale che non ha ancora imparato a prevenire e poi in caso gestire l’emergenza. Che il territorio sia, per sua conformazione ed uso, soggetto a dissesto idrogeologico non è purtroppo notizia nuova. Sconforta, però, l’assenza di passi avanti come l’eccezionale fenomeno metereologico ha impietosamente dimostrato.
    Lo stato della viabilità provinciale è quello che più allarma. Non solo fango e acqua ancora oggi. Ma anche cartelli stradali illeggibili, vegetazione cresciuta a dismisura che invade spazi e scritte, manto stradale a più livelli e cavalcavia in condizioni da valutare, come sulla Marzamemi-Portopalo dove già anche la Procura si è mossa. E poi quei tratti a rischio lungo la Carlentini-Brucoli, la Floridia-Solarino, la Pachino-Ispica, gli incroci Noto-Pachino-Marzamemi, la provinciale 44 Pachino/Marza direzione Pozzallo.
    La sensazione, probabilmente errata, è che manchi una cabina di regia capace di coordinare o ordinare gli interventi necessari, durante le emergenze ed ancor più prima che qualcosa di spiacevole accada. Potrebbe essere questo un prossimo tema da approfondire in Prefettura, chiamando al tavolo tutti quegli enti che debbono dare una idea visibile di sicurezza e presenza alla popolazione.

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