Giansiracusa: “Basta polemiche, nessuno vuole svendere la provincia. Ma si affronti il tema futuro”

 Giansiracusa: “Basta polemiche, nessuno vuole svendere la provincia. Ma si affronti il tema futuro”

“La misura è colma”. Michelangelo Giansiracusa torna sulla polemica esplosa dopo la sua provocazione sul futuro del Libero Consorzio di Siracusa e respinge al mittente le accuse e le richieste di dimissioni arrivate nelle ultime ore. E il presidente dell’ente rilancia la sfida per affrontare i problemi strutturali che da anni condizionano la vita dell’ex Provincia, dalla situazione finanziaria al personale, senza continuare a rinviare le questioni più urgenti.
Giansiracusa rivendica anzitutto il lavoro svolto nei quindici mesi alla guida del Libero Consorzio, ricordando le condizioni in cui l’ente è stato ereditato. “Siamo alla guida della provincia da quindici mesi ed è come se ci fossimo dimenticati quello che è accaduto nell’ultimo decennio”, dice in un video social, richiamando l’abolizione delle Province avviata dal governo Crocetta nel 2013 e soprattutto il dissesto dell’ente siracusano, in corso dal 2018.
Una condizione che, secondo il presidente, ha prodotto negli anni “una situazione di paralisi, una situazione di grandi difficoltà”. Ma proprio da qui nasce, nella sua ricostruzione, la necessità di aprire una discussione seria sul futuro dell’ente. “È quello che abbiamo dichiarato dal primo momento, chiedendo a tutte le forze politiche di dare il proprio contributo”, sottolinea.
Ricora poi la riattivazione di cantieri bloccati, il recupero di risorse e di finanziamenti che rischiavano di andare perduti e un’attività finalizzata, nelle sue parole, a “normalizzare una situazione che era paralizzata”.
È proprio in questo contesto che colloca la provocazione sul futuro del Libero Consorzio, finita al centro dello scontro politico. “Una provocazione che anche un bambino della scuola elementare avrebbe compreso”, aggiunge chiarendo che “nessuno vuole smembrare o svendere la nostra provincia alla provincia di Ragusa né a quella di Catania”. Il presidente accusa quindi il consigliere Burti di aver alimentato una confusione sul significato delle sue parole e respinge le richieste di dimissioni. E rilancia invece sul terreno del confronto politico, chiamando direttamente in causa il deputato regionale Riccardo Gennuso (FI) e il deputato Carlo Gilistro (Controcorrente) per un confronto sulle questione e il risanamento dell’ente.
Per Giansiracusa, lo scontro di queste ore rappresenterebbe anche l’avvio di una nuova fase politica. “Siamo di fronte all’apertura ufficiale della campagna elettorale”. E bolla come “polemiche sterili, inutili che servono probabilmente a prendere un like sui social” le prese di posizione di queste ore. La chiusura del video è un nuovo invito al confronto: “Siamo pronti al confronto quando volete, come volete. Qui sempre e solo con i fatti e non con le parole”.
Dietro lo scontro politico, resta però il tema sollevato sul futuro per un Libero Consorzio che deve fare i conti con un lungo periodo di difficoltà finanziarie, con le conseguenze del dissesto e con problemi organizzativi e di personale ancora da risolvere.

 

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