• “Gradino al posto dello scivolo, così io disabile ho riportato serie fratture: Comune assente”

    “Città bellissima, dell’acqua e della luce, plurale, città delle piste
    ciclabili, delle crociere, ma di certo non città accessibile”.

    In questa premessa, Salvatore Mauro, cittadino siracusano costretto dalla nascita su una sedia a rotelle,artista, sintetizza tutta la sua amarezza per le difficoltà a cui va incontro quotidianamente e dopo un episodio di cui è stato vittima, tanto da finire in ospedale e poi immobilizzato per 30 giorni.

    “Il 22 giugno scorso, alle 21:30- racconta Salvatore- percorrevo il lungomare di Ortigia verso il castello Maniace con mia moglie ed una nostra amica. Una giornata, per così dire, felice. Non potendo salire sul marciapiede perché non esiste uno scivolo e la ringhiera è costellata da tanti ostacoli che segnalano che si stanno staccando, ho cercato di percorrere la strada. Arrivato  prima della curva che precede gli uffici del Plemmirio mi sono inserito attraverso uno scivolo ben evidente  presso l’affaccio Enzo Maiorca, inaugurato quattro anni fa in pompa magna,  ho svoltato a destra per uscire dietro le panchine, tutto al buio con un illuminazione inesistente, sperando che ci fosse un altro scivolo anche perché se entri con uno scivolo  devi uscire con uno scivolo”. Secondo il suo racconto, le cose sono invece andate diversamente. “Mi sono trovato-prosegue il cittadino siracusano-  un gradino buio di almeno 22 cm la mia carrozzina si è ribaltata cadendo violentemente sulla spalto dove ho
    subito avvertito un forte dolore alla spalla destra. Mia moglie ha chiamato
    subito l’ambulanza e nel frattempo altre persone sono arrivate per soccorrermi. Visto, però, che io ho l’osteogenesi imperfetta, ho preferito non farmi  toccare e aspettare l’ambulanza. Arrivava da Canicattini. Sono serviti 35 minuti per raggiungermi. Sono arrivato al Pronto Soccorso in Codice Giallo. I vigili urbani hanno effettuato i  rilievi. Mi è stata diagnosticata una frattura al collo omerale con risalita del moncone  e frattura pluriframmentaria della testa dell’omero, In attesa di una  valutazione per un possibile intervento il mio braccio destro viene in mobilizzato con una fasciatura con una prognosi di 30 giorni”.

    Evidente il rammarico di Salvatore, che punta l’indice contro “un’amministrazione assente. Abbiamo condiviso dei programmi mai applicati e chi ne paga le conseguenze sono i fragili, gli ultimi, gli invisibili”. Mauro si rivolge al Comune di Siracusa, al sindaco, che ritiene troppo concentrato sulle apparenze. Chiede “come sia possibile che è un largo dedicato ad una persona importante come Enzo Maiorca, munito all’inizio di uno scivolo e illuminato solo la parte della targa, non ci sia uno scivolo per uscire da questo largo e proseguire il marciapiede e ci sia una  zona completamente buia che crea un’insidia di un gradino di 25 cm. Questo io non lo tollero”.

    Il cittadino chiede accertamenti per verificare la correttezza dello svolgimento dei lavori di quello spazio.

    Parla, poi, del dolore insopportabile, mentre immobilizzato a letto, con le alte temperature di quest’estate, si continua a chiedere come sia possibile. “Dov’è la città accessibile di cui tanto parlano i rappresentanti dell’amminstrazione? – chiede- Di chi è la responsabilità ? Perché un largo iper-fotografato diventa una trappola per persone fragili? “.
    Sarebbe stato opportuno, questa una delle idee lanciate da Mauro, chiedere la donazione alla città delle passerelle di legno utilizzate per la sfilata di Dolce&Gabbana per realizzare pedane per chi si muove in carrozzina.

    “A poco serve parlare di spiagge accessibili- fa notare- o di pulmini per i disabili se poi si continua a sorvolare sull’obbligo degli scivoli all’inizio e alla fine dei marciapiedi. Una vergogna- la definisce Salvatore.

    Racconta, poi, di problemi riscontrati anche per visitare alcune mostre, come quella allestita in via Montalto, e di tante altre difficoltà che gli danno l’impressione di “chiedere l’elemosina” per poter svolgere attività normali.

    Poi una nota polemica anche per le associazioni a tutela dei disabili. “A loro interessano le targhe- tuona- a noi il diritto di muoverci, invece siamo prigionieri”.
    Anche in via Arsenale, vicino al liceo Corbino, si presentano situazioni che arrecano disagi ai disabili. “Manto stradale nuovo ma non ci sono gli scivoli-segnala il cittadino siracusano-Basta con il fumo negli occhi- conclude- basta con la fuffa”.

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