• Il Partito Democratico rompe con la giunta Italia e chiede le dimissioni dei “suoi” assessori

    Anche il Pd marca la distanza con l’amministrazione comunale di Siracusa e si chiama fuori dalla giunta. Lo ha deciso la direzione cittadina del Partito Democratico che ha votato la relazione del segretario Santino Romano. Sulla stessa lunghezza d’onda il segretario provinciale, Salvo Adrono.
    “Chiedo che questa direzione confermi la linea tracciata da me e Adorno sul distacco formale del nostro partito dalla giunta Italia, ponendoci in un’ottica critica e insieme costruttiva per il bene della città, che ci permetta già da settembre di iniziare a costruire un futuro che guardi alle prossime amministrative senza vincoli e strade precostituite. Identificare dei compagni di viaggio, aprire un tavolo programmatico che ci permetta di poter usare il nostro strumento democratico che ci contraddistingue da sempre ovvero le primarie”, ha detto Romano alle varie anime del Pd riunite per l’atteso appuntamento.
    Cosa faranno i due assessori Pd in giunta, Andrea Buccheri e Pierpaolo Coppa? Il loro partito chiede le dimissioni. “Devono rimettere le loro deleghe e rassegnare le dimissioni da assessori perché non è logico che essi rimangano nei ruoli in contrapposizione alle idee del partito. Naturalmente un loro diniego passerebbe agli organi appropriati del partito”, dice a proposito il segretario cittadino. O dimissioni o fuori dal Pd, insomma. Buccheri, apprezzato responsabile dell’igiene urbana, potrebbe allinearsi alle disposizioni del partito. Un fine settimana di riflessione e poi potrebbero arrivare le dimissioni. E, al di là della logica politica, sarebbe una perdita pesante per la giunta e per il cammino intrapreso dalla città con la differenziata. Pierpaolo Coppa, vicesindaco e fedelissimo di Francesco Italia, in questo momento fuori Siracusa, parrebbe intenzionato ad andare al muro contro muro con il Pd. No dimissioni, quindi.
    Ma la rottura tra Pd e sindaco potrebbe non essere così definitiva, in fondo. La politica è l’arte del possibile e lo stesso Romano dice che “se ci fosse la volontà di tutti, sindaco in primis, considerando l’attuale situazione e la mancanza di Consiglio comunale, si potrebbero sfruttare i due anni di sindacatura rimasti per far del bene alla nostra amata Siracusa”. Porta chiusa e sbattuta, ma non troppo.

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