Il presepe permanente della collezione Magnetti-Incardona tra arte e memoria
Nel viaggio fantastico della tradizione si inserisce il presepe permanente della collezione “Magnetti – Incardona” in via delle Provincie a Carlentini, dove all’interno di una mansarda di sessanta metri quadri è stato allestito il presepe permanente con oltre 150 personaggi realizzati dal maestro ceramista Vincenzo Velardita. Il presepe permanente della famiglia Corrado Magnetti e Antonella Incardona, curato dal consigliere nazionale Pippo Cosentino e dai giornalisti Salvatore Di Salvo e Angela Rabbito, ha avuto la consulenza artistica dello storico dell’arte Paolo Giansiracusa. Sono stati oltre cinquecento i visitatori che hanno ammirato il presepe dal 6 dicembre fino a ieri sera, quando l’arcivescovo emerito dell’arcidiocesi di Siracusa Mons. Salvatore Pappalardo è stato invitato per per la consueta benedizione. L’arcivescovo Pappalardo è stato accolto dai coniugi Antonella e Corrado Magnetti, i quali hanno illustrato le vari fasi della realizzazione dell’opera alla presenza dello storico d’arte Paolo Giansiracusa accompagnato da uno dei tre curatori Pippo Cosentino e dal presidente dell’archeoclub di Lentini Filadelfo Inserra oltre che da un rappresentante dell’archeoclub di Paternò. Il presepe permanete della collezione “Magnetti – Incardona” è stato definito “una meraviglia artistica”, “il Vangelo in dialetto”: una narrazione popolare, comprensibile a tutti, dove ogni personaggio, realizzato dal maestro Vincenzo Velardita e da uno scenografo ragusano, hanno dato un profondo valore ad ogni oggetto rappresentato. Ogni pezzo del presepe racconta infatti uno spaccato della vita della Sicilia di un tempo, dei mestieri ma anche di alcuni quartieri della città di Lentini, che ha dato i natali a Corrado. All’interno della ricostruzione anche i giochi di un tempo. Il presepe permanente della collezione “Magnetti – Incardona” si trasforma, ogni anno, in un viaggio della tradizione della nascita di Gesù, dell’annuncio dell’arrivo della luce, del “verbo fatto carne” e in un rito in scoperta del territorio. Così, mentre Gaspare, Melchiorre e Baldassarre lasciano i loro doni a Gesù Bambino e le feste ufficialmente si chiudono, il presepe resiste, come un’eco che non si spegne, anche quando il calendario volta pagina. Non più solo nei musei, nelle chiese, nelle botteghe, ma anche dentro le case. Ecco perchè la tappa e la visita al presepe permanente della collezione “Magnetti – Incardona” diventa un momento forte, dove emerge il “cuore e l’amore” di una famiglia che dona gratuitamente agli altri e diventa una tappa per un cammino fatto di arte e memoria, tra quelle rappresentazioni che non cambiano allestimento, non seguono il calendario, non si smontano mai.













