Il ruolo di Trafigura, il futuro e gli investimenti: le parole di Paolo Fedeli, ad Isab Ludoil
A margine della visita del ministro Urso in Isab, il nuovo ad Paolo Fedeli si è soffermato con i giornalisti. Ed ha parlato del futuro dell’impianto siracusano, dopo il closing con il gruppo Ludoil di Donato Ammaturo. Sul tavolo anche la questione Trafigura, il trader con accordo in esclusiva ed eredità della precedente gestione. “Isab ha una grande importanza, è una merchant refinery e quindi deve essere in grado di vendere e comprare con criteri di competitività di mercato. Evidentemente – ha detto – è stata quasi una preda in un momento di debolezza, dovuta all’uscita di Lukoil. Trafigura ha avuto una funzionalità in determinati momenti, ma in questa fase in cui le fluttuazioni di mercato e le tensioni del mercato sono particolari, non necessariamente la medicina di un giorno è la medicina di tutti i giorni. A volte, le medicine diventano veleni”. Possibile rivedere quell’accordo? “In qualche modo bisogna trovare un modo per far sì che Isab possa operare sul mercato in modo libero, in modo competitivo, in modo tale da poter trasferire valore sia a se stessa, perché è una società di capitale, sia al sistema energetico nazionale. Come sapete – ha proseguito Fedeli – c’è la Golden Power che disciplina determinate cose, anche relative ai rapporti in essere. Quindi dovete dare tempo al tempo, affinché le cose si sviluppino, sia in funzione dei requisiti di legge, perché la Golden Power è legge, sia per altri aspetti di natura commerciale”.
Quanto alle prime decisioni, Isab darà maggiore spazio al fabbisogno nazionale di carburanti? “Assolutamente sì, non lo dico solo io, lo dice anche il governo”. Quanto al futuro, “per noi il futuro di Isab è un futuro infinito e quando uno ha un futuro infinito deve essere in grado di poter programmarlo. Isab viene da 20 anni di mancanza di investimenti, sia in ambito di raffinazione, sia in ambito di conversione, sia in ambito di progetti di efficientamento energetico e riduzione delle emissioni. Quindi è una necessità chiara e nel momento in cui Isab diventa casa nostra queste necessità diventano le nostre”, ha concluso Fedeli.












