Isab-Ludoil, Nardi (Cgil): “Subito tavolo su investimenti, occupazione e futuro dello stabilimento”
Il closing Isab-Ludoil segna il ritorno della guida in mani italiane della grande raffineria del siracusano. Franco Nardi, segretario generale della Cgil di Siracusa, chiede alla nuova proprietà di convocare “quanto prima” le organizzazioni sindacali per aprire un tavolo nel quale vengano illustrati “nel dettaglio tempi, modalità e contenuti degli investimenti programmati, nonché le prospettive industriali e occupazionali dello stabilimento”.
Al centro delle richieste della Cgil ci sono le tutele occupazionali, da garantire non solo ai lavoratori diretti di Isab ma anche all’intero sistema dell’indotto. “Parliamo di un patrimonio di lavoratori, professionalità, competenze e imprese che negli anni ha rappresentato una componente fondamentale del sistema industriale siracusano”, sottolinea Nardi. Accanto alla questione occupazionale, la Cgil pone con uguale urgenza i temi della sicurezza sul lavoro, della salute, della tutela ambientale e dell’innovazione produttiva, considerandoli inscindibili da qualsiasi prospettiva di sviluppo.
Sul fronte della transizione energetica, il sindacato si dice consapevole della necessità di investimenti capaci di rendere le produzioni “progressivamente più sostenibili”, ma ribadisce che questa trasformazione deve essere “governata e accompagnata”, salvaguardando il lavoro esistente e creando nuova occupazione qualificata. Nardi ricorda che “il territorio siracusano ha pagato per decenni un prezzo altissimo in termini ambientali e sanitari» e rivendica non la dismissione industriale, ma «una grande stagione di riconversione, innovazione e risanamento”.
Il comunicato si chiude con un appello all’unità sindacale. In una fase di trasformazioni così profonde, secondo la Cgil, il sindacato deve “tornare a essere protagonista” delle scelte sul futuro del distretto, superando divisioni e costruendo una piattaforma comune. “Auspichiamo che con la nuova proprietà possa aprirsi una stagione diversa, fondata sul dialogo, sulla trasparenza, sull’unità del mondo del lavoro e su relazioni industriali solide e costruttive”, conclude Nardi.












