Isab-Ludoil, Nicita (Pd): “Operazione di mercato, Governo senza una vera strategia industriale”
L’operazione Isab-Ludoil, secondo il senatore Antonio Nicita (Pd) è “un passaggio di discontinuità determinato dal mercato e non da una reale politica industriale del Governo”. Per l’esponente dem, l’ingresso di un player industriale come Ludoil Energy potrebbe rappresentare un’opportunità solo se accompagnato da investimenti concreti, ammodernamento degli impianti e una chiara strategia per la transizione energetica del polo di Priolo.
Per Nicita, la nuova acquisizione lascia aperti diversi interrogativi, dall’assetto societario alla struttura finanziaria dell’operazione, sino al ruolo del trader internazionale Trafigura. Un nodo ritenuto cruciale anche perché il passaggio avverrà in due fasi, con Ludoil inizialmente al 51% e Goi Energy ancora titolare del restante 49%. “È necessario capire chi controllerà realmente l’asset nei prossimi anni”, osserva Nicita che chiede trasparenza sui patti parasociali e sulla governance della società nella fase transitoria.
Il senatore siracusano annuncia una nuova interrogazione urgente per una revisione completa del Golden Power alla luce del nuovo passaggio di proprietà e per fare chiarezza sui rapporti commerciali tra Isab e Trafigura. Nicita chiede inoltre garanzie occupazionali per i lavoratori diretti e dell’indotto, insieme ad investimenti sulla sicurezza industriale, sulle bonifiche del Sin di Priolo e sul percorso di riconversione verso bioenergie e bioraffineria.
Nel suo intervento, il senatore Pd allarga poi il ragionamento al tema della politica energetica nazionale, denunciando quella che definisce “l’assenza di una visione industriale del Governo”. Secondo Nicita, l’esecutivo e la maggioranza continuerebbero a limitarsi a commentare operazioni private senza affrontare questioni decisive come il ruolo della raffinazione italiana nella transizione energetica europea, la sicurezza degli approvvigionamenti e il destino dei grandi poli industriali del Mezzogiorno.
“Le operazioni di mercato non sono politica industriale”, insiste il parlamentare che rilancia la proposta delle Zone Industriali Strategiche nazionali per Priolo-Augusta-Melilli e l’utilizzo di strumenti europei come il Clean Industrial Deal e InvestEU per sostenere la riconversione del comparto.














