• La morte di Evan, l’autopsia rivela traumi al cranio. Il piccolo era già finito in ospedale

    Traumi al cranio hanno comportato la morte del piccolo Evan. E’ la conclusione a cui sarebbe giunta il medico legale Maria Francesca Berlich al termine dell’autopsia sul cadavere del bimbo di Rosolini. Il rapporto completo sarà depositato entro 60 giorni.
    La madre 23enne ed il suo nuovo compagno di 32 anni si trovano in carcere, accusati di maltrattamenti e omicidio in concorso. Sin dai primi interrogatori, la donna avrebbe parlato di diverse condotte violente dell’uomo. Le botte sarebbero state una costante, non solo al bambino ma anche alla 23enne che viene descritta dagli investigatori come “succube” di quel temuto compagno.
    Quanto alla denuncia presentata dal papà del piccolo, il procuratore di Siracusa, Sabrina Gambino, ha spiegato nelle ore scorse che “è stata presentata a Genova” attraverso il cosiddetto modello K e pertanto “dai contenuti generici”, senza indicazione di fatto che costituisca reato.
    Secondo quanto rivelato da La Stampa, per tre volte Evan era finito in ospedale: il 27 maggio, il 12 giugno e il 6 luglio. Aveva lividi, bruciature e pare in un caso perfino una frattura. Dal Trigona di Noto, secondo quanto ricostruito, avrebbero allertato i servizi sociali di Rosolini le cui azioni di risposta sono ora al vaglio dei magistrati siracusani.
    Nessuno, neanche i parenti, davanti a quei lividi giustificati dalla madre come risultato di cadute di gioco, ha pensato di avvisare le forze dell’ordine. In questo contesto si inserisce anche il duro intervento di don Fortunato di Noto: “tanti sapevano, nessuno ha parlato”.
    La salma del bimbo sarà restituita ora alla famiglia. Alcuni residenti di Rosolini hanno avviato, anche via social, una raccolta fondi per pagare le spese funebri. Nel frattempo, la mamma di Evan ed il suo compagno dovranno a breve comparire davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Siracusa per l’udienza di convalida dei fermi.

    foto dal web

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