• La paura dopo l’aggressione, parla Lamin: “insulti razzisti, ma a Siracusa solidarietà”

    “Ho paura dopo quello che è successo”. Lamin lo dice a voce bassa, ma ti guarda dritto negli occhi. Niente vittimismo, è quella fastidiosa sensazione di non essere al sicuro neanche a “casa” tua. Eppure ha attraversato Gambia, Mali e Senegal a 14 anni, quasi a piedi. Si è imbarcato in Libia, per sbarcare ancora ragazzino ad Augusta. Ma la “paura” lo ha raggiunto a Siracusa. “Questa non è una città razzista. Io sto bene qui, ho fatto la scuola e adesso lavoro”, racconta ancora Lamin, il 20enne vittima di minacce a sfondo razziale un paio di sere fa.
    Tutto è successo nell’area attorno al Santuario, nei pressi di via Demostene. “Bastardo niuro…” e poi un coltello che spunta all’improvviso. La corsa, il fiatone, l’arrivo della polizia. “Mi fanno battute anche i miei amici perchè sono di colore. Ma quelle parole sono state pronunciate per offendere, questa volta”.

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