Siracusa. La polemica sui jersey, lo storico dell'arte Giansiracusa: "Orrendi e fuori contesto, inutile dipingerli"

 Siracusa. La polemica sui jersey, lo storico dell'arte Giansiracusa: "Orrendi e fuori contesto, inutile dipingerli"

“I jersey sono orrendi, fuori contesto nei centri storici e dipingerli non servirebbe a nulla”. Il critico d’arte, Paolo Giansiracusa non ha dubbi. Intervenendo nel dibattito che da giorni riguarda il posizionamento delle barriere di cemento, come disposto dal ministero dell’Interno, ai fini di garantire la sicurezza anti-terrorismo, il docente di Storia dell’Arte non usa mezzi termini. L’idea emersa, senza ottenere, comunque, attuazione, almeno al momento, è quella di dipingere i jersey, così da renderli più gradevoli dal punto di vista del decorso urbano. Sono posizionati in luoghi simbolo di Ortigia: corso Matteotti, Foro Italico (la Marina) e Passeggio Adorno. Per Giansiracusa dipingerli non avrebbe senso. “Rimarrebbero brutto- spiega- Sembrano fortificazioni medievali e non possono in alcun modo intonarsi con il contesto di Ortigia, ma di qualunque centro storico. Puoi mettere un bel vestito, ma sempre su una persona brutta, che rimane tale”. Nelle scorso ore, la provocazione di CasaPound, con degli striscioni posizionati sulle barriere antiterrorismo e la scritta: “Chiudete le frontiere, non le strade”.
“Una provocazione – l’ha definisce CasaPound Siracusa – contro chi, dopo aver contribuito a creare una situazione di totale insicurezza, pensa di poter risolvere tutto posizionando semplici blocchi di cemento in strada, nella speranza di evitare attentati e dare un’illusione di sicurezza ai cittadini. Chiediamo – conclude il movimento della tartaruga frecciata – la rimozione immediata delle barriere e ci auspichiamo che la nuova giunta comunale(che si insedierà settimana prossima) e il nuovo governo nazionale con in testa il Ministro dell’interno di passare dalle parole ai fatti e di gestire in maniera migliore e seriamente l’antiterrorismo e il fenomeno migratorio”.
Intanto si registra anche la protesta dei tassisti, che non lamentano aspetti estetici poco gradevoli, ma aspetti pratici che, con il posizionamento dei jersey, danneggerebbero e non poco il loro lavoro, costringendoli a complesse gimkane.

 

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