• L’arcobaleno di piazza della Repubblica diventa un caso di genere: botta e risposta Bandiera-Fontana

    L’arcobaleno di piazza della Repubblica, tracciato al centro a pochi passi dalla nuova zona scolastica studiata per la Paolo Orsi diventa un caso politico. E di genere. Ad alzare il tono delle polemiche, accese da giorni invero sulla realizzazione cromatica e le misure per contenere il traffico, è l’ex assessore regionale Edy Bandiera (Forza ItalI).
    “E’ la bandiera LGBT, a colori invertiti, simbolo delle comunità gay o comunità arcobaleno, insieme composito di organizzazioni lesbiche, gay, bisessuali, transgender, quella impressa dall’amministrazione comunale, davanti la scuola media Paolo Orsi”, scrive sui suoi canali social. “Se si voleva dare un messaggio o un insegnamento, nel segno del rispetto di ogni essere umano, della integrazione e della non discriminazione, principi che condivido e che difenderei a qualsiasi costo, ritengo che farlo davanti qualsiasi scuola che, tra l’altro, non ha nel proprio programma ministeriale l’educazione sessuale, sia un errore, se non una provocazione!”, appunta ancora Bandiera.
    “E poi perché a colori invertiti? Per mettersi al riparo da polemiche che, quindi, dinnanzi a questa voluta forzatura si era certi sarebbero arrivate? Siracusa un colore ce l’ha. È il verde della terra, del coraggio e della speranza, che esponiamo, con orgoglio e devozione, per Santa Lucia o l’azzurro della nostra squadra di calcio. Mi dispiace, ma non condivido! Non condivido affatto – insiste l’esponente forzista – Principi e valori che vanno riconosciuti e osservati planetariamente, vanno trasmessi ai giovani da chi è deputato a farlo, da soggetti competenti e formati e non da un’amministrazione, a questo punto probabilmente subdola, e certamente lacunosa su tutto, e che è chiamata, per compiti e doveri istituzionali, a dovere fare altro. Molto altro!”.
    Una posizione che causa una valanga di reazioni, a favore e contro. Insorgono le associazione Lgbt ed anche l’assessore Maura Fontana replica alle parole di Bandiera.
    “Lo sforzo immane che richiede dare una simile interpretazione lascia intendere tutto il disagio di chi, non potendo trovare motivi reali inerenti il progetto per seguire la via della contestazione, si voglia appigliare disperatamente a ragioni recondite che però nel caso specifico risultano non solo false illazioni ma un offensivo riferimento che non si riconosce e si rigetta con forza”, dice in una nota affidata all’ufficio stampa di Palazzo Vermexio. “E allora non volendo attribuire a Edy Bandiera la malizia di volere a tutti i costi dare una spiegazione che sia offensiva e ripugnante per dire che tale invece sia l’intento del progetto, non rimane che trovare e aggrapparsi alla migliore spiegazione che lo vede “ignorare” l’esatto significato del disegno esattamente nella sua successione cromatica: l’arcobaleno, ripreso poi anche nella simbolica bandiera della pace presente in tutte le scuole. Aggiungerei.. non a caso, disegno facilmente riconosciuto persino dai bambini … Si traggano le dovute considerazioni. A me rimane solo da dire che trovo vergognoso che un esponente politico, che dovrebbe essere un esempio per la società civile,utilizzi tali mezzucci per avere visibilità”.

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