• Le 10mila firme della polemica: “caro Ficarra, le chieda a Musumeci”

    Ha causato diverse reazioni l’annunciata querela nei confronti del promotore della petizione online con cui si chiedono le dimissioni dei vertici dell’Asp di Siracusa. A dare il via all’azione legale è proprio il dg dell’Azienda, Salvatore Lucio Ficarra.
    “Trovare il tempo per leggere la petizione, telefonare ad un avvocato, convocare l’addetto stampa e pensare un comunicato stampa, mi fa venire i sensi di colpa per averlo distratto così tanto dal suo lavoro manageriale”, ironizza Peppe Patti, il promotore, per nulla intimorito dalla querela.
    “Trovo quanto mai scomposta la sua decisione. Ha il sapore di una minaccia, che incrina ulteriormente il rapporto con la società civile siracusana. Trovo quanto mai intimidatoria la sua richiesta di entrare in possesso delle firme. Come se fosse alla ricerca delle serpi in seno, magari una caccia alle streghe a qualche infermiere o a qualche medico dipendente dell’Asp, da poter punire”, dice Patti a ruota libera.
    Poi ripercorre tutti i casi che hanno sorpreso l’opinione pubblica, con al centro la situazione dell’Umberto I di Siracusa.
    “Il dg dell’Asp continua a non dare risposte, continua ad ergersi a bulletto, non rendendosi conto che sta bullizzando una città intera”, punge Patti.
    Quanto alle 10mila firme raccolte, sono state consegnate lo scorso 14 aprile al presidente Musumeci ed all’assessore Razza. “Se ritiene di doverne necessariamente entrare in possesso, può chiederle a loro. Io sarò ben lieto di consegnarle qualora mi venissero richieste dall’autorità giudiziaria”.
    Anche il deputato regionale ragusano, Nello DiPasquale, attacca il dg dell’Asp siracusana per la scelta di adire le vie legali. “Fa bene Ficarra a rivolgersi ad un legale: ne ha bisogno. Quanto alla petizione, non avrebbe dovuto essere necessario che cittadini, persone impegnate per il miglioramento del servizio sanitario, sindacati e forze politiche dovessero mobilitarsi per chiedere ciò che appare ovvio, necessario e urgente.  Già da prima Ficarra avrebbe dovuto essere separato da una funzione alla quale si è rivelato inadeguato. In ogni caso le minacce non ci spaventano. Continueremo a raccogliere le firme e invito tutti i cittadini a firmare per il bene di un bene pubblico essenziale come il servizio sanitario”.

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