Le spiagge sono scomparse, la provincia di Siracusa in ginocchio: danni per 160 milioni
I tecnici del Dipartimento Regionale di Protezione Civile sono impegnati da ore in sopralluoghi e controlli, anche in provincia di Siracusa. Stanno censendo danni e disastri inimmaginabili sino a poco tempo addietro. La fascia costiera aretusea, da Portopalo ad Augusta, è irriconoscibile. Le spiagge, di fatto, non ci sono più. Al posto della sabbia, dei lidi, dei pontili ci sono solo massi e detriti. Il danno è enorme, incalcolabile, anche per l’economia del territorio che sul turismo si appoggia e spinge.
Reagire, rispondere, riparare, ricostruire. Sono le quattro “erre” da seguire per provare a tornare alla normalità. Il ciclone Harry si è abbattuto sul siracusano con tutta la sua forza devastante. Ed anche qui, sebbene in forma minore rispetto a Catania ed a Messina, ha costretto a pagare dazio a decenni di politica distratta e che all’abusivismo ha strizzato troppo spesso l’occhio.
La stima dei danni effettuata dal Dipartimento Regionale di Protezione Civile è arrivata a circa 160milioni di euro solo per la provincia di Siracusa. Ma è un numero che continua a salire e che, verosimilmente, supererà i 200milioni. Viabilità e strade, servizi, edilizia pubblica e privata, lidi, attività balneari, infrastrutture portuali, dissesti, beni mobili: nel computo finisce inevitabilmente tutto. Portopalo, Pachino, Lido di Noto, Avola, Siracusa, Augusta si leccano le ferite. Sono i centri maggiormente colpiti. Ci vorranno mesi, realisticamente anni in verità, per riuscire a recuperare. Solo grazie all’attento lavoro di autorità ed istituzioni il bilancio non è appesantito da morti o feriti. La popolazione, quasi tutta, ha compreso l’allarme ed ha risposto di conseguenza.
Il primo passo, adesso, sarà la pulizia. Detriti da eliminare, strade da liberare. Poi si passerà alla messa in sicurezza e solo dopo – confidando in risorse extra liberate in tempo record – ai veri e propri interventi strutturali. Le operazioni saranno coordinate dalla Protezione Civile regionale, in soccorso di Comuni con le casse purtroppo vuote o quasi.
Man mano che il mare rientra, però, si scoprono ancora altri guasti. La preoccupazione è quella di ingrottamenti sotto le strade, sotto le case, tra i muraglioni di Ortigia. Bisognerà controllare anche questo, dal mare appena possibile e con georadar. Capire quanti conci sono stati scalzati e dove è entrata l’acqua. Insomma, non è ancora finita. Ecco perchè gli esperti non hanno dubbi sul fatto che i danni alla fine saranno anche superiori ai 200milioni di euro.
In provincia di Catania, i danni sono stati stimati in 244milioni; nel messinese, 202,5 milioni. Insieme a Siracusa, sono le tre province colpite e affondate dal ciclone Harry. Per dare un’idea, la vicina provincia di Ragusa si è fermata ad una conta danni pari a 29,9 milioni di euro.













