Lo sapevi…a Siracusa? Carlo racconta: Ermocrate e il primo convegno di pace dell’Occidente
Lo sapevi che Ermocrate di Siracusa ha organizzato il primo congresso di pace della Storia? Ancora una volta è Tucidide che ci racconta questo importante evento.
Siamo durante la guerra del Peloponneso (431/404 a.C.), la guerra tra Sparta e Atene, tra Dori e Ioni, guerra che si ripercuote in Sicilia tra città doriche, come Siracusa, e città ioniche come Leontini. Nel 427 a.C. Atene invia una flotta in Sicilia per aiutare la città di Leontini in guerra contro Siracusa. Scusa ufficiale: difendere gli alleati Ioni. Il vero motivo era,binvece, di mettere piede in Sicilia e controllare la produzione del grano. Dal 427 al 424 a.C. la guerra in Sicilia impazza. Citta doriche,come Agrigento e Siracusa, contro città ioniche, come Catania, Naxos e Leontini: distruzione totale, campagne bruciate, commercio fermo. In questo caos di lotte intestine spicca, nella politica siceliota, la figura di ERMOCRATE, leader di Siracusa, protagonista assoluto della storia della Sicilia greca per almeno 15 anni. E’ sua l’idea di organizzare un congresso fra tutte le città greche di Sicilia per cercare di trovare un accordo di pace.bLa città prescelta dove svolgere il congresso fu Gela. Qui nel 424 a.C. si riunirono gli ambasciatori di tutte le città siceliote.bQuesto evento passerà alla storia come “Il congresso di Gela”. Tucidide nel IV libro della guerra del Peloponneso scrive per intero il discorso pronunciato da Ermocrate al congresso; e’ uno dei pezzi più famosi di tutta la storiografia antica, eccolo:
“Cittadini di Sicilia, non sono venuto qui come rappresentante di una città, né per accusare qualcuno. Sono venuto a parlare nell’interesse comune di tutta la Sicilia. Vedo che la guerra non si fa per motivi chiari, ma ognuno cerca di prendersi qualcosa con le armi, e usa parole belle per coprire le intenzioni. Se siamo davvero intelligenti, non dobbiamo rovinarci a vicenda per far piacere agli altri. Non dobbiamo chiamare nemici da fuori per sistemare le nostre liti. Così facendo, non facciamo altro che portare la guerra in casa e poi la schiavitù. Guardate gli ateniesi: sono qui con la scusa dell’alleanza con la città di Leontini per parentela di stirpe. Ma credete davvero che se Leontini fosse stata rasa al suolo, loro sarebbero venuti lo stesso? No. Sono venuti perché la Sicilia è bella, ricca e fa gola. Vogliono metterci gli uni contro gli altri e poi comandare su tutti. E noi cosa facciamo? Ci scanniamo tra città vicine che hanno nomi diversi: calcidesi e dorici. Ma per gli stranieri che arrivano dal mare, abbiamo un solo nome: Sicelioti. Facciamo pace adesso. Ognuno tenga ciò che ha. Se qualcuno si sente danneggiato, sistemiamo la cosa tra noi. Ma non chiamiamo più gente da fuori, né per fare da giudici, né da alleati. Perché se li chiamiamo una volta, li chiameremo sempre. E chi viene chiamato oggi per aiutare, domani verrà per comandare. La Sicilia, se resta unita, ha poco da temere da chi viene da fuori. Abbiamo navi, abbiamo opliti, abbiamo grano. Siamo un’isola grande e difficile da prendere. Perciò vi dico: mettiamo da parte le liti, facciamo vedere a questi ateniesi che non hanno a che fare con gente che non capisce, ma con uomini che sanno difendere la propria terra, e sanno anche perdonarsi tra vicini quando serve. Siamo tutti sicelioti,comportiamoci da tali.”
Tutte le città accettarono, ognuna tenne i territori che aveva. Gli ateniesi furono liquidati e se ne tornarono a casa. Dopo il congresso di Gela, Ermocrate diventa l’uomo più forte di Siracusa e la città confermerà la sua egemonia su tutta la Sicilia. E’ il primo congresso di pace documentato in Occidente. Il sogno di Ermocrate di una Sicilia unita rimarrà come obiettivo politico e come stella polare da seguire da parte di tutti i tiranni a seguire. Infatti Dionisio, Agatocle e Ierone II proveranno a realizzare tutto quello che Ermocrate aveva detto a Gela.
Carlo Castello
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