L'Università di Messina vuole cancellare il Cumi di Priolo, la reazione: "pronti alla lotta"

 L'Università di Messina vuole cancellare il Cumi di Priolo, la reazione: "pronti alla lotta"

“Con un colpo di penna, l’Università di Messina sta cancellando 15 anni di storia senza averne il potere”. Il presidente del Consorzio Universitario Megara Ibleo di Priolo Gargallo si sforza per mantenere la calma. Ma è impresa complessa, tant’è che Sebastiano Caporale si lascia scappare un eloquente “questa è una vergogna”. E’ lui il presidente del Cumi, sede distaccata della Università peloritana. Quest’ultima ora ha deciso di recedere unilateralmente dalla convenzione che avrebbe avuto naturale scadenza nel 2024 chiudendo di fatto il corso di laurea in Scienze Giuridiche. “Approfondiremo in sede legale il perchè di questa strana scelta. Il Cumi ha rispettato tutti i suoi impegni: abbiamo messo a disposizione i locali e ci facciamo carico di tutte le spese di funzionamento”, chiarisce Caporale. “Vogliono favorire Noto, penalizzando i nostri studenti”, è il sospetto.
I legali del Cumi, Giorgio Nicastro e Francesco Nicotra, hanno presentato un ricorso al Tar e stanno portando avanti una class action contro l’Università di Messina a tutela degli studenti. Per i quali viene chiesto un risarcimento di 50.000 euro cadauno. “Non rinunceremo senza lottare ad un progetto che ci è costato fatica ed impegno con risultati eccellenti”, ruggisce il presidente del Cumi.

 

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