Maltempo, audizione di Anci Sicilia alla Camera: “Risorse, prevenzione e semplificazione”
“Passare subito da una logica emergenziale ad una strategia strutturale di prevenzione”. Questa la richiesta avanzata questa mattina dal presidente di Anci Sicilia, Paolo Amenta, in rappresentanza dei comuni siciliani, durante l’audizione in commissione Ambiente della Camera a circa tre settimane dal ciclone Harry e dalla violenta ondata di maltempo che si è abbattuta sulla Sicilia. Amenta è intervenuto nel corso dell’esame sugli effetti degli eccezionali eventi atmosferici che hanno interessato l’Isola evidenziando come “le mareggiate e le forti precipitazioni, in particolare lungo la fascia ionica messinese, catanese, siracusana e ragusana, hanno provocato danni ingenti a infrastrutture, servizi essenziali e attività economiche, con gravi ripercussioni sulle comunità locali”. Secondo le prime stime, i danni complessivi ammontano a circa 2 miliardi di euro.
“Il carattere eccezionale di questi eventi – ha proseguito – si innesta su una fragilità strutturale del territorio, dovuta anche a scelte urbanistiche non sempre coerenti, alla scarsa manutenzione del reticolo idrografico e all’abbandono delle aree interne. Per affrontare queste criticità – ha aggiunto Amenta – è indispensabile dotare i Comuni degli strumenti di pianificazione urbanistica, a partire dai Piani urbanistici generali (Pug) e dai Piani di utilizzo del demanio marittimo (Pudm), oltre a dare piena attuazione ai decreti previsti per il contrasto ai cambiamenti climatici”.
Il presidente di Anci Sicilia ha quindi richiamato l’attenzione sulle principali priorità per i territori colpiti: “ristori adeguati per cittadini e imprese, risorse aggiuntive per i Comuni, interventi sulle infrastrutture viarie e ferroviarie, rafforzamento della protezione civile e delle attività di prevenzione. Occorre uno sforzo finanziario ulteriore da parte dello Stato”.
Infine, Amenta ha ribadito la disponibilità dell’associazione al dialogo istituzionale: “Anci Sicilia è pronta a collaborare con Parlamento, Governo e Regione per costruire un quadro organico di interventi. Senza investimenti nella prevenzione, nella pianificazione e nella capacità amministrativa, i nostri territori continueranno a essere esposti a rischi crescenti”.













