Melilli. Pozzo vicino ad un terreno "contaminato": chiuso. Per approvvigionare Città Giardino apre contrada Palombara

 Melilli. Pozzo vicino ad un terreno "contaminato": chiuso. Per approvvigionare Città Giardino apre contrada Palombara

Sigilli al pozzo Cannizzo, in territorio di Melilli. Rifornisce la frazione di Città Giardino, a pochi chilometri dal capoluogo. L’intervento di sequestro è stato effettuato ieri dal Nictas della Procura di Siracusa. Sequestrata anche una ampia porzione di terreno all’interno della vicina raffineria oggi Lukoil, ex Isab. L’area risulterebbe contaminata da idrocarburi che – secondo la Procura – avrebbero potuto raggiungere anche la falda idrica. Recenti campionamenti eseguiti a pozzo Cannizzo avrebbero escluso questa eventualità, ma la vicinanza con l’area potenzialmente inquinata ha suggerito l’esecuzione di un provvedimento cautelativo che non ha comunque sorpreso il Comune di Melilli.
Poco prima dell’intervento di sequestro, l’attuale responsabile del municipio ibleo, la dottoressa Palmiteri – il sindaco Cannata è stato recentemente sospeso – aveva firmato il provvedimento di apertura del pozzo a monte, vicino a Belvedere, in contrada Palombara. Viene usualmente utilizzato solo in estate, quando aumenta la richiesta idrica della frazione. L’attivazione è stata decisa per garantire l’erogazione idrica dopo che alcuni controlli effettuati con strumenti del Comune ibleo presenti nei terreni vicini avrebbero evidenziato la presenza di possibili inquinanti in livelli superiori al consentito. Intanto, Isab-Lukoil si sono rese disponibili a partecipare alle spese per garantire quei collegamenti necessari per rendere pienamente operativa la nuova rete.
Dalla Procura seguono con attenzione la vicenda. Il procuratore capo Giordano non ha nascosto, sin dal suo insediamento, la volontà di prestare grande attenzione alla vicina zona industriale ed ai fenomeni possibilmente collegati di inquinamento di falde idriche e terreni. Non sono esclusi, infatti, nuovi provvedimenti nei prossimi giorni.

(foto: archivio)

 

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