• Mezza provincia in zona arancione, rabbia dei sindaci: “Lo abbiamo appreso dai giornali”

    La notizia l’hanno appresa online, leggendo le prime informazioni circa la nuova ordinanza regionale. E nel gruppo whatsapp che condividono, è esplosa la rabbia dei sindaci siracusani. Sorpresi, perplessi, amareggiati: nessuno era stato informato del provvedimento in arrivo e nessuno aveva ricevuto una qualche spiegazione. “Incredibile, lo abbiamo appreso dai giornali”, si ripetevano nel corso di convulse consultazioni andate avanti per tutta le serata.
    Tra i più arrabbiati c’è Michelangelo Giansiracusa, sindaco di Ferla. Con Augusta, Avola, Noto, Portopalo, Pachino, Rosolini e Francofonte da domani si ritroverà in mini lockdown da zona arancione. “Non trovo le parole per manifestare rabbia e delusione. Nessuno di noi sindaci, destinatari di questo provvedimento, eravamo stati avverti preventivamente”. Ha cercato di contattare Musumeci, ha ricevuto la risposta del funzionario che partecipa alla redazione delle ordinanze. “Si è scusato per l’accaduto. Resto enormemente deluso per il torto istituzionale che abbiamo subito”.
    Anche gli altri sindaci masticano amaro. E si interrogano sulle ragioni alla base delle restrizioni, perchè l’incidenza dei contagi su base settimanale non viaggerebbe su soglie di guardia. Ma non è un mistero, però, che la vaccinazione – in quei territori – abbia fatto registrare sin qui numeri bassi.
    “Aspetto la relazione trasmessa dall’Asp di Siracusa agli uffici regionali, alla base di questo provvedimento. Ferla, nell’ultima settimana, ha avuto un incremento di soli 4 positivi ed il totale dei contagiati è di 21. Non mi spiego il motivo allora di tutte queste restrizioni con cui ora dovremo convivere. Certo, immagino c’entri la bassa percentuale di vaccinazione. E la mia altra delusione è proprio legata all’ostinazione di certi miei concittadini che non si vaccinano”.

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