• Mosche e cattivi odori da Isola a Plemmirio, occhi puntati sul concime ammendante misto

    Ha un nome tecnico preciso il prodotto verosimilmente responsabile del cattivo odore lamentato dai residenti delle contrade marinare di Siracusa, in queste ultime giornate. Si chiama concime ammendante compostato misto con fanghi. Sarebbe stato utilizzato sui terreni agricoli circostanti, che si preparano così alle prossime semine di settembre. E’ bene subito precisare che il fatto in sè non ha alcun profilo illecito o illegale.
    Ma le ricadute sull’igiene pubblica, con una invasione di mosche ricollegata empiricamente da molti all’uso di quel concime, ha convinto il Comune di Siracusa a disporre analisi approfondite, con in prima linea l’esperto di politiche ambientali Giuseppe Raimondo. Analisi puntate non contro gli agricoltori, ma a tutela della salute pubblica. Anche i Carabinieri ed il Nictas avrebbero acceso le loro attenzioni sul caso, in attesa di eventuali determinazioni della Procura.
    Il concime ammendante compostato misto contiene, in diverse proporzioni, fanghi di depurazione e sfalci. Questi ultimi devono essere “maturi” e privi di componenti organiche, come ad esempio le larve. Il decreto legislativo 75 del 2010 fissa le tabelle esatte di composizione. Per cui, adesso, gli investigatori siracusani vogliono capire se il prodotto che viene venduto agli incolpevoli agricoltori siracusani sia o meno conferme alla previsione normativa.
    Da comprendere anche se il prodotto venga fornito “sfuso” o “imbustato”. Ma soprattutto c’è poi un aspetto ambientale strategico da appurare: i fanghi provengono da un impianto di depurazione di tipo civile o industriale? In un caso o nell’altro, variano i tempi di maturazione richiesti per impoverire la carica organica del prodotto. Ovvero quei tempi di “attesa” per ridurre del tutto la presenza di larve di insetti negli sfalci maturi utilizzati insieme ai fanghi nella produzione del concime ammendante.
    Tutto questo lascia intendere, allora, che si sta guardando in particolare agli impianti di produzione e provenienza per capire se, all’origine, viene garantita l’immissione sul mercato di un prodotto “pulito”. Dal canto loro, gli agricoltori della zona, oltre a rivendicare la loro buona fede, assicurano il rispetto delle indicazioni relative al movimento delle terre, onde evitare una eccessiva esposizione all’aria aperta di un concime che non produce certo buon odore.
    I residenti, però, chiedono una ordinanza per disciplinare i tempi di utilizzo di quel concime. Ma si tratta di una richiesta difficile da esaudire: non si può limitare in questo modo la stagionalità del lavoro agricolo e le fasi produttive, diverse tra questo o quel prodotto della terra. Alcuni grandi produttori agricoli siracusani, però, si mostrano sorpresi dall’utilizzo eventuale di sostanze concimanti organiche in questo periodo dell’anno. “Solitamente in estate non vi si fa ricorso”, spiegano.
    Il fenomeno, intanto, è finalmente in attenuazioni dopo giornate quasi impossibili da Isola a Plemmirio, passando per Fanusa, Ognina e Terrauzza.

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