Nasce “Sindaci d’Italia”, il partito dei Comuni. Uno dei fondatori nazionali è Paolo Amenta

 Nasce “Sindaci d’Italia”, il partito dei Comuni. Uno dei fondatori nazionali è Paolo Amenta

Dare una voce politica ai Comuni e portare direttamente all’attenzione del legislatore le esigenze dei territori. È l’obiettivo di “Sindaci d’Italia”, il nuovo soggetto politico nato dall’iniziativa di un gruppo di amministratori locali e presentato oggi a Roma, dopo la firma dell’atto costitutivo avvenuta ieri.
Tra i fondatori nazionali c’è Paolo Amenta, sindaco di Canicattini Bagni e presidente di Anci Sicilia. “C’è la necessità di portare all’attenzione del legislatore le condizioni dei Comuni italiani – spiega Amenta – che non sono la periferia dello Stato, ma il cuore pulsante del Paese. Sindaci d’Italia nasce come un progetto collettivo, con l’obiettivo di ottenere risposte concrete per famiglie, imprese e cittadini”, le sue parole a SiracusaOggi.it.
Al centro dell’iniziativa ci sono soprattutto le difficoltà quotidiane degli enti locali. “Ci sono troppe norme datate e non più rispondenti ai tempi e alle necessità dei Comuni”, sottolinea Amenta, indicando le regole vigenti per gli organici della Polizia Municipale. “E mancano costantemente fondi per aprire e far funzionare strutture come i nuovi asili nido o le Case di comunità. Sono solo alcuni degli esempi più recenti legati anche agli interventi del Pnrr”, aggiunge.
Il progetto ha già raccolto adesioni anche nel Siracusano. Tra queste c’è quella di Salvatore Gallo, sindaco di Palazzolo Acreide, che ha scelto di aderire alla nuova iniziativa.
Resta invece ancora da definire il profilo politico di “Sindaci d’Italia”. La linea del nuovo partito sarà discussa e delineata durante la prima assemblea nazionale, in programma a Roma dal 27 al 29 ottobre. Amenta, almeno per il momento, evita di collocare il movimento lungo il tradizionale asse destra-sinistra. “La linea politica sarà definita attraverso una piattaforma di richieste elaborata insieme ai sindaci d’Italia”. L’idea, dunque, è partire dalle esigenze concrete delle amministrazioni locali e costruire attorno a quelle una proposta politica nazionale, in modo da colmare quella che per i promotori è stata sino ad oggi una certa “cecità”-

 

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