Natura Sicula: “Politica verde? Assente a Siracusa tra scelte sbagliate e assenza di strategia”
E’ un giudizio netto, e per nulla lusinghiero, quello che arriva all’indirizzo del Comune di Siracusa dall’associazione ambientalista Natura Sicula. “La gestione del verde pubblico appare priva di una visione agronomica coerente”, dice il referente Fabio Morreale.
E cita come esempio una delle ultime decisioni del settore Verde Pubblico: “Destinare 10 mila euro alla piantumazione si rivela inutile se si confondono gli arbusti con gli alberi (come nel caso dell’Oleandro) o se si prediligono specie aliene come la Tabebuia e il Falso pepe; quest’ultimo, oltre a essere alloctono, presenta una fragilità lignea tale da compromettere la sicurezza di pedoni e veicoli”.
Per Natura Sicula, “la scelta delle essenze non può rispondere a meri criteri estetici: le temperature torride delle ultime estati imporrebbero il ricorso a specie capaci di mitigare l’isola di calore, filtrare gli inquinanti e preservare la biodiversità. L’ostinata preferenza per l’esotico a discapito dell’autoctono, che garantirebbe resilienza e identità botanica, è il segno di una incapacità amministrativa che sta producendo tanti danni”.
Ed è uno dei motivi, insieme alle somme spese che non hanno prodotto risultati, per i quali l’associazione valuta come “modesti” i risultati del settore Verde pubblico. “È tecnicamente inspiegabile la messa a dimora dell’acero di monte nel parcheggio Damone (a soli 50 m s.l.m., con esiti fatalmente infausti), così come l’assenza di una strategia contro il punteruolo rosso, i cui focolai non isolati hanno decimato le palme cittadine. Anche la nuova piazza Euripide è l’emblema di questo fallimento: confinate ai margini specie alloctone come Jacaranda e Callistemon, il cuore dello spazio rimane una distesa di cemento accecante, priva di ombra e incapace a far drenare l’acqua. Il degrado del giardino di Villa Reimann e la cronica assenza di alberature lungo la pista ciclabile costiera, dopo un quarto di secolo, non riescono a completare gli esempi di una politica verde del tutto fallimentare. Desta seria preoccupazione il progetto di ampliamento e trasformazione del Bosco delle Troiane in ‘archeoparco’. Sebbene il bosco sia sopravvissuto nonostante il pesante ritardo del Comune nel realizzare l’impianto di irrigazione (poi distrutto dalla ditta che ha eseguito i saggi archeologici), il timore è che la messa a dimora di nuove essenze possa tradire l’identità ecologica originaria”. E non aiuterebbe, secondo Natura Sicula, il fatto che negli uffici manchino figure qualificate come agronomi, botanici o naturalisti mentre “l’avvicendamento frenetico degli assessori impedisce qualsiasi programmazione seria a lungo termine”.













