Nuovo ospedale, costo materie prime bloccato fino a dicembre: spiraglio per la gara d’appalto
L’aumento del prezzario regionale è una delle preoccupazioni ricorrenti, in queste ultime settimane, per le sorti dell’iter di costruzione del nuovo ospedale di Siracusa. In una sfilza di mesi che passano senza novità rilevanti, un nuovo aumento del costo delle materie prime rischia di incidere in maniera significativa sui costi complessivi dell’opera che non riesce a vedere la luce, come già successo in passato. E la necessità di trovare ancora altre somme, oltre agli attuali 372 milioni necessari, potrebbe persino diventare la pietra tombale sul progetto.
In questo contesto, assume un valore particolare il decreto della Regione Siciliana che ha deciso di prorogare fino al 31 dicembre l’attuale prezzario unico regionale per i lavori pubblici, senza alcun adeguamento. La decisione viene letta da più parti come una sorta di finestra temporale utile per tentare di chiudere finalmente la partita del nuovo ospedale di Siracusa e arrivare all’avvio della gara d’appalto. Il mantenimento dei prezzi attuali consente infatti di evitare, almeno per il momento, un nuovo aggiornamento del quadro economico dell’opera. Restano tuttavia ancora da compiere alcuni passaggi fondamentali: in particolare si attende il via libera all’accordo Stato–Regione che dovrà sbloccare definitivamente le risorse economiche, dopo l’aggiornamento del piano finanziario approvato a dicembre scorso dalla giunta regionale.
Se per il progetto dell’ospedale la scelta della Regione può rappresentare una sorta di respiro temporaneo, sul fronte delle imprese del settore costruzioni la decisione di congelare il prezzario non viene accolta con favore. Secondo CNA Costruzioni Sicilia, infatti, la proroga senza adeguamento appare difficilmente comprensibile alla luce dell’andamento del mercato negli ultimi anni. “Dal 2024 a oggi – sottolinea l’associazione – abbiamo assistito a un costante e consistente aumento dei prezzi delle materie prime e dei materiali da costruzione. Un incremento che ha messo a dura prova la tenuta delle imprese, già alle prese con margini sempre più ridotti e difficoltà di programmazione”.
Un quadro reso ancora più incerto dalle tensioni internazionali che stanno interessando il Medio Oriente, in particolare il conflitto in Iran. L’instabilità geopolitica nella regione sta già producendo ripercussioni sui costi energetici, con il prezzo del petrolio in forte risalita. Un aumento che si riflette direttamente sui cantieri, incidendo sui carburanti utilizzati dai mezzi, sui trasporti e sulla produzione di materiali come l’asfalto. Per effetto domino, gli operatori del settore prevedono ulteriori rincari lungo l’intera filiera dei materiali da costruzione, dalle componenti plastiche ai prodotti lavorati. In questo scenario, un prezzario bloccato rischia di non riuscire ad assorbire l’aumento reale dei costi sostenuti dalle imprese.
“E’ positivo – rileva il presidente dell’Osservatorio Civico Salvo Sorbello – che l’assessore alle infrastrutture Aricò abbia emesso nei giorni scorsi un decreto con cui il Prezzario unico regionale adottato nel 2024 risulta ancora applicabile e conforme a quanto previsto dai criteri generali per la formazione del prezzario unico regionale per i lavori pubblici e quindi viene prorogata fino al 31 dicembre 2026 la sua validità. Vuol dire – prosegue Sorbello, che è anche presidente del Comitato Consultivo Aziendale dell’Asp di Siracusa – che quando finalmente finirà questo inaccettabile balletto di riunioni convocate e disdette (come quella della commissione salute dell’Assemblea Regionale Siciliana) e di cifre che vanno e vengono e si arriverà alla definizione dell’Addendum all’Accordo di Programma con il Ministero dell’Economia, con tutte le somme necessarie, regionali e nazionali, necessarie per procedere all’appalto in maniera completa, non ci sarà il rischio di dover ricominciare la rincorsa ad altri fondi. Almeno in questa prima fase!”













