Omicidio e soppressione di cadavere, due persone arrestate. Contestato il metodo mafioso
Nelle prime ore di questa mattina, eseguita un’ordinanza applicativa di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Catania su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, che ha coordinato le indagini unitamente alla Procura della Repubblica di Siracusa. Due le persone coinvolte, ritenuti responsabili in concorso di omicidio, soppressione di cadavere, porto abusivo di armi e danneggiamento seguito da incendio, reati aggravati dal “metodo mafioso”.
L’episodio, avvenuto nel mese di gennaio 2026 a Lentini, avrebbe come movente dissidi in materia di stupefacenti tra la vittima e uno degli esecutori, figlio di un esponente del clan mafioso Cappello- Bonaccorsi.
Ad eseguire la misura sono stati i Carabinieri dei Comandi Provinciali di Catania e Siracusa, con il supporto del personale del Comando Provinciale di Vibo Valentia, dei Ris di Messina, dello Squadrone Eliportato “Cacciatori Sicilia”, del 12^ Nucleo Elicotteri e del Nucleo Cinofili di Nicolosi.
La vicenda riguarda il delitto di un 35enne catanese, il cui corpo senza vita carbonizzato fu rinvenuto in un’auto nelle campagne tra Lentini e Carlentini. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’omicidio sarebbe maturato al culmine di contrasti legati al traffico di stupefacenti. Il fatto che uno degli arrestati sia ritenuto vicino al clan Cappello-Bonaccorsi, ha condotto alla contestazione dell’aggravante del metodo mafioso. Le indagini proseguono per risalire a eventuali ulteriori responsabilità e per ricostruire i fatti che hanno infine condotto all’omicidio.














