• Opere sequestrate a Noto, Sicilia Musei: “teorema di accuse totalmente inesistenti”

    Ventiquattro ore dopo il sequestro preventivo di 26 opere esposte nella mostra “L’impossibile è Noto”, l’associazione culturale che ha prodotto l’appuntamento culturale, Sicilia Musei, rompe il silenzio e mostra tutta la propria sorpresa per le mosse della Procura di Siracusa.
    “Paradossale è il sequestro, per dubbia autenticità, dell’opera Hier der Bestellte Wagen del 1935 di Paul Klee, registrata con il numero di archivio (catalogo ragionato 6857) ed esposta sei mesi fa al Mudec di Milano in una monografia su Klee realizzata con il Zentrum Paul Klee di Berna”.
    Non solo, secondo Sicilia Musei “il nucleo di opere futuriste sequestrate e parte delle quali senza rilievo fotografico e senza richiesta di documentazione specifica si compone di lavori autenticati dagli archivi deputati:
    Elena Gigli per Giacomo Balla, Maurizio Scudiero per Fortunato De Pero, Alberto Dambruoso per Umberto Boccioni, Fondazione Russolo – Pratella di Varese per Luigi Russolo, Massimo Carrà per Carlo Carrà”.
    Alcune delle opere sarebbero poi “ben note fin dai primi anni ‘80 ed esposte più volte in musei nazionali” e viene prodotto un elenco che va dal Palazzo delle Esposizioni di Roma, all’Accademia di Francia al Palazzo Reale di Napoli.
    Le attenzioni della magistratura si erano però soprattutto concentrate su quattro opere di De Chirico e dopo una denuncia della Fondazione omonima. “Sono tutte firmate ed una reca nel retro una dedica autografa dell’artista e timbro della galleria Borganzi 1988, in via cautelare sono state esposte con la dicitura attribuito. Sul tema delle autenticità delle opere, si è espresso in modo chiaro anche il Tribunale di Roma con la sentenza nr. 13461 del 26.06.2019”. Ragioni per cui Sicilia Musei arriva alla conclusione che “le opere sono state sequestrate senza gli approfondimenti necessari, basandosi su un teorema di reati commessi totalmente inesistenti”.
    Per dimostrarlo, l’associazione ed i curatori si sono subito messi a disposizione dell’autorità giudiziaria “per fornire la più ampia e precisa collaborazione al fine di chiarire e dimostrare i complessi equivoci della vicenda. Sarà curioso, visto l’accanimento, verificare le fonti che hanno ispirato questa azione colpendo una realtà che ha prodotto oltre 21 mostre in Sicilia senza ottenere mai un contributo pubblico ma stornando addirittura una commissione sulla biglietteria”.
    Sicilia Musei ricorda poi l’ingente investimento prodotto per mostre di qualità a Noto (720mila euro) e le 21 esposizioni d’arte organizzate in regione, segnate dal successo di pubblico e di critica.

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