Ordigno in viale Tunisi, nella busta un contenitore di latta con polvere pirica e una miccia
Era in grado di esplodere e avrebbe potuto causare seri danni il rudimentale ordigno esplosivo trovato quest’oggi sul marciapiedi di viale Tunisi, a Siracusa. Era stato posizionato dentro una busta di plastica e, secondo una prima ricostruzione, lasciato nei pressi di una palazzina. Poi però la busta sarebbe stata spostata, verosimilmente con un calcio, finendo nel luogo in cui é stata segnalata da un passante. Quel calcio avrebbe potuto causare anche un innesco accidentale, fortuna ha voluto che non sia accaduto.
All’interno della busta vi era un contenitore in latta, con polvere pirica e una miccia. Un manifatto artigianale ma – come detto – in grado di esplodere, come hanno permesso di riscontrare i primi esami alla presenza degli artificieri.
Adesso gli investigatori stanno cercando di ricostruire la sequenza completa: da chi e quando il manufatto sia stato realizzato, dove sia stato collocato inizialmente e come esattamente sia arrivato nella zona del ritrovamento.
Nessun elemento, al momento, riconduce al racket. L’attenzione, si apprende da fonti investigative, si sta concentrando soprattutto sulle persone che abitano nello stabile davanti al quale l’ordigno è stato trovato. Gli accertamenti si stanno quindi muovendo anche sul terreno dei rapporti interpersonali e delle eventuali tensioni tra residenti, senza escludere la possibilità che uno degli abitanti possa essere stato preso di mira da qualcuno estraneo al contesto dello stabile.
Il lavoro degli investigatori parte quindi da due domande principali: chi ha preparato il rudimentale dispositivo e soprattutto a chi fosse destinato.
Gli accertamenti tecnici sull’ordigno potranno fornire elementi utili, mentre gli investigatori stanno acquisendo ogni informazione utile a ricostruire i movimenti e i rapporti delle persone potenzialmente coinvolte.













