Ortigia e il Piano acustico, Lungomare Alfeo banco di prova dell’equilibrio tra movida e residenti

 Ortigia e il Piano acustico, Lungomare Alfeo banco di prova dell’equilibrio tra movida e residenti

Sul piano di zonizzazione acustica non si arrestano le polemiche sulla classificazione (e sulla tutela) del centro storico di Siracusa. Il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente torna ad alzare la voce, dopo l’approvazione a maggioranza dello strumento comunale, e ritiene necessario “riportare il confronto sul merito tecnico degli atti”.
Il punto di partenza della polemica riguarda i controlli sul rumore notturno. Il sindaco avrebbe sostenuto che il principale ostacolo ai controlli sarebbe la carenza di organico dell’Arpa, unico soggetto abilitato per legge alle rilevazioni su rumori e acustica. Una ricostruzione che il comitato definisce non corrispondente alla realtà. “Da oltre due anni proponiamo l’installazione di centraline fisse con fonometri certificati e la formazione della Polizia Municipale per l’esecuzione di rilievi fonometrici, strumenti già sperimentati in altre città”, spiega Davide Biondini. “Il problema non è la carenza di personale, ma la mancata scelta politica e organizzativa di costruire un sistema stabile di controllo”.
Quanto alle rassicurazioni sulla tutela del riposo e la quiete dei residenti, a dispetto delle nuove classi acustiche individuate nel centro storico, il Comitato richiama la crescita esponenziale dei dehors, la progressiva occupazione privata degli spazi pubblici, il peso di eventi e musica all’aperto sulla vivibilità e la riduzione dei posti auto. “Presentare tutto questo come una politica orientata prioritariamente ai residenti non corrisponde all’esperienza concreta di chi vive nel centro storico”, la nota critica.
Sul piano strettamente tecnico, la scelta della Classe III per Ortigia non è osteggiata per partito preso dal Comitato che, però, ne evidenzia le implicazioni sanitarie rispetto alla Classe II. Citando le raccomandazioni dell’Oms, che fissano a 40-45 dB la soglia notturna oltre la quale crescono gli effetti sulla salute, la nota ricorda che il passaggio dalla Classe II (45 dB) alla Classe III (50 dB) — pur apparendo di soli 5 decibel — corrisponde in scala logaritmica a circa tre volte l’energia sonora. “La scelta tra le due classi per un centro storico stabilmente abitato, fragile, e protetto Unesco non è pertanto neutra rispetto alla salute pubblica e alla difesa della residenzialità”, si sottolinea.
Un ulteriore rilievo riguarda l’assegnazione del Lungomare Alfeo alla Classe IV, riservata dalla normativa vigente (D.P.C.M. 14 novembre 1997) ad aree caratterizzate da alta densità insediativa, traffico intenso, attività produttive o portuali operative. Il comitato sostiene che il Lungomare Alfeo — fronte mare storico, in larga parte pedonale e a traffico limitato, con residenze, ristorazione e fruizione turistica — risponda piuttosto ai criteri della Classe III. Quanto ai superamenti dei limiti già registrati in alcune zone, il comitato rovescia l’argomento. “Questo non dimostra che quelle aree debbano essere classificate in modo più permissivo. Dimostra semmai l’esistenza di una criticità acustica da contenere, controllare e, se necessario, risanare”.
Secondo il Comitato, l’unico equilibrio e bilanciamento che è mancato è quello con la residenzialità. Mentre il Piano, lascia intendere Biondini, tenderebbe a “premiare” attività commerciali, turismo, ristorazione e movida. Tutto compatibile con Ortigia, ma “dentro limiti compatibili con la residenzialità, che lo stesso Sindaco dichiara primaria”.

 

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