• Ospedale di Siracusa, nelle carte della Regione c’è l’indicazione: “sarà Dea di II livello”

    Ecco la delibera regionale che segna una più che probabile svolta nell’iter di costruzione del nuovo ospedale di Siracusa. Due le novità, anticipate ieri mattina da SiracusaOggi.it: più soldi per l’infrastruttura sanitaria siracusana e la qualifica di Dea di II Livello inserita in un documento ufficiale e non più a parole. E’ una sorta di impegno in prospettiva al momento, per la verità. Ma non più una generica promessa a parole quanto, piuttosto, un risultato da assicurare.
    Nell’allegato “A” della deliberazione si legge espressamente che “corre l’obbligo evidenziare che la complessiva attività di rivisitazione della programmazione del nuovo ospedale di Siracusa costituisce presupposto strutturale propedeutico alla futura individuazione del presidio come DEA di II livello”. Il nuovo nosocomio, quindi, si vede riconosciuto il diritto di nascere già promosso al livello massimo di offerta sanitaria pubblica. Una promozione possibile però solo una volta avviata la costruzione. Fonti vicini all’assessore Razza ed al governatore Musumeci confermano la volontà di dotare Siracusa di un Dea di II livello, anche a rischio di penalizzare Catania. Una mossa politicamente impopolare per chi ha nella città e nella provincia etnea una sua roccaforte ma giudicata necessaria e non più rinviabile.
    Quanto all’area su cui costruire il nuovo ospedale di Siracusa, nessuna novità. “La giunta regionale ha conferito all’assessore alla Salute il mandato di convocare le parti interessate alla della definitiva e condivisa individuazione dell’area di sedime del nuovo ospedale (l’area su cui costruirlo, ndr). In tal senso, a seguito di proficue interlocuzioni con gli organi di governo e con i comuni interessati, l’ASP di Siracusa beneficiaria dei finanziamenti ha nominato un ingegnere esperto in pianificazione urbanistica per valutare i costi benefici delle possibili aree dove realizzarlo. Il tecnico incaricato ha predisposto il rapporto individuando tra le aree oggetto di analisi quella più idonea in contrada Tremilia, in relazione ai minori costi di esproprio, all’accessibilità e all’infrastrutturazione necessaria. Allo stato sono tuttora in corso le interlocuzioni tra Asp e Comune”. E’ un altro passaggio contenuto nel documento regionale. Ufficialmente, la Regione ha passato la palla al Consiglio comunale di Siracusa, organo deputato alla scelta dell’area. Ma se non dovesse arrivare in breve tempo una definizione chiara della vicenda, da Palermo sono pronti a prendere il controllo delle operazioni per procedere con una approvazione in variante e in deroga in quanto progetto di interesse sovracomunale. Per garbo istituzionale non è stato dato un ultimatum al Consiglio comunale di Siracusa ma poco cambia la sostanza della vicenda. Di fatto è sotto osservazione regionale. E lo conferma la nota con cui Musumeci ricorda sibillino che “adesso tocca al Consiglio comunale di Siracusa”.
    La Regione da l’impressione di volerlo davvero il nuovo ospedale. Ed ha persino aumentato lo stanziamento economico con fondi ex articolo 20, deliberati dal Cipe: 160 milioni di euro. Venti milioni in più rispetto al precedente pronunciamento. Come si arriva a questa cifra? E’ un conteggio tecnico complesso, con la parametrazione del costo a posto letto a circa 450.000 euro. Ovvero il costo a posto letto del nuovo ospedale San Marco a Librino, attualizzato con un incremento medio dei 15% e costi teorici di costruzione e manutenzione Ires della Regione Piemonte. Si arriva così allo stanziamento di 160 milioni di euro per Siracusa.

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