Palazzolo “rivuole” l’Annunciazione, il sindaco Gallo: “Lavoriamo ad un’istanza legale”

 Palazzolo “rivuole” l’Annunciazione, il sindaco Gallo: “Lavoriamo ad un’istanza legale”

“L’Annunciazione di Antonello da Messina deve tornare a Palazzolo Acreide, nella chiesa per la quale fu dipinta”. Può sembrare una boutade, ma il sindaco Salvatore Gallo si mostra invece subito serio e determinato. “Stiamo preparando un’istanza insieme ad un legale. Abbiamo trovato diversi documenti in archivio, tra cui anche la nota di vendita avvenuta nel 1907. Riteniamo che il sacerdote che per poche lire privò Palazzolo del capolavoro, non fosse titolato alla vendita come invece stipulata con tanto di ricevuta con il Museo di Siracusa, all’epoca rappresentato da Enrico Mauceri”. Collaboratore di Paolo Orsi, ricevette l’incarico di catalogare le opera d’arte presenti nel territorio. Era il 1896. Sul finire dell’anno successivo, Mauceri “trovò” l’Annunciazione su una parete della chiesa dell’Annunziata, a Palazzolo. La raccontò come “vecchia e sciupata”, caldeggiandone l’acquisizione che poi si concretizzò nel 1907.
Pochi i dubbi sul fatto che Antonello dipinse l’Annunciazione per la parrocchia di Palazzolo Acreide. L’atto di commissione è stato rinvenuto a Messina nel 1902 e reca il nome del sacerdote palazzolese Giuliano Maniuni (o Manjuni), con tutti i dettagli dell’accordo e persino quelli compositivi per come stabiliti all’epoca. L’opera è del 1474.
Non è la prima volta che qualcuno pensa ad un ritorno dell’Annunciazione – oggi esposta alla Galleria Bellomo di Siracusa – nella chiesa per la quale venne concepita e realizzata. Un pò come per il Seppellimento di Santa Lucia del Caravaggio che da qualche anno è tornato sull’altare maggiore della chiesa della Borgata, a Siracusa. Le due vicende, però, non hanno grandi punti di contatto.
Il Comune ibleo basa la sua istanza – che potrebbe sfociare in una causa civile – sul fatto che la vendita non sarebbe valida, in quanto l’allora parroco non potrebbe essere ritenuto il proprietario del bene.
E’ utile ricordare che, dopo la soppressione degli ordini religiosi avvenuta tra XVIII e XIX secolo, molte opere provenienti da chiese e conventi – anche siracusani – furono incamerate dallo Stato e confluirono nelle collezioni pubbliche.
Quanto alla conservazione museale a Siracusa, è innegabile che abbia garantito il recupero tramite restauro, la riscoperta e la valorizzazione dell’opera. Altro discorso è quello relativo alla sua promozione, su cui si possono aprire più discussioni. Ma immaginare un ritorno nella chiesa dell’Annunziata, a Palazzolo Acreide, appare a molti cosa complessa. Non foss’altro per le necessità di sicurezza e corretta conservazione che la delicata opera – esposta a Siracusa protetta da un’apposita teca – richiede.

 

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