Parco degli Iblei, Miceli (Cna): “La sentenza si rispetta, il confronto si costruisce”

 Parco degli Iblei, Miceli (Cna): “La sentenza si rispetta, il confronto si costruisce”

Nonostante il favore di fondo sull’istituzione del parco nazionale degli Iblei, continua ad essere difficile il confronto tra portatori di diverse esigenze. E se il mondo ambientalista si contraddistingue, in molte sue componenti, per posizioni rigorose che non ammettono discussioni, viva è l’attenzione sull’importanza immediata (e non solo futura) di una attenta perimetrazione che non risulti autolesionistica, di una zonizzazione tarata sullo stato dei luoghi ed infine sull’ente che dovrà gestire la vastissima area.
“C’è una sentenza, ed è giusto eseguirla nei tempi previsti. Su questo nessuno discute. Ma ridurre ogni richiesta di confronto a una manovra ‘dilatoria’ è un errore di prospettiva che rischia di trasformare un’opportunità storica per il nostro territorio in un adempimento calato dall’alto, senza il contributo di chi il territorio lo vive e lo lavora ogni giorno”, dice Giampaolo Miceli di Cna Siracusa. E’ stato tra quelli che hanno partecipato al momento pubblico voluto dal Libero Consorzio all’Urban Center, nei giorni scorsi. Mentre non sono passate inosservate un paio di assenze tra i nomi principali dell’ambientalismo siracusano.
“E’ stato detto con chiarezza fin dall’inizio: sì al Parco, con regole condivise. Non si tratta di rimettere in discussione ogni cosa. Si tratta di garantire che il perimetro del Parco la sua zonizzazione, le norme di attuazione, la governance dell’Ente e le misure di accompagnamento per agricoltura, artigianato ed edilizia di qualità nascano da un confronto reale con chi rappresenta le imprese e le comunità iblee”, aggiunge Miceli. Parole talmente chiare da risultare difficilmente travisabili o strumentalizzabili.
“Chiedere un confronto bipartisan su questi aspetti non è rinviare l’esecuzione della sentenza, è l’unico modo perché quell’esecuzione produca un Parco che funziona, che tutela e che non lascia indietro chi vive e lavora in quei territori. Chi liquida il dialogo come ostacolo dimentica che la buona amministrazione non si misura solo nel rispetto dei termini, ma anche nella qualità delle scelte che si fanno dentro quei termini. Il tempo dei rinvii è finito, probabilmente è vero. Ma non è finito il tempo del confronto tra Istituzioni e corpi intermedi: è semmai il momento in cui quel confronto conta di più”.

 

Potrebbe interessarti