• Paura per i fenicotteri rosa di Priolo: Saline distrutte dalle fiamme, i volatili in acqua

    Erano il simbolo di un’altra Priolo, non solo le ciminiere e le industrie. Quei fenicotteri rosa che dal 2015 nidificano nella riserva delle Saline regalavano anche un’altra narrazione della cittadina siracusana, con la natura che vince comunque su tutto. Al punto che per molti dovevano diventare il nuovo logo di Priolo, un marchio, un’insegna, un vanto.
    Quei fenicotteri sono in queste ore assediati dal fumo e dalle fiamme. Le stesse che hanno cinto e attraversato per quasi l’80% la riserva naturale orientata, gestita dalla Lipu. Sono nei pantani, restano in acqua ma della riserva attorno a loro è rimasto ben poco.
    Presto per parlare di danni. Presto per capire se scapperanno o torneranno ancora. “Ricominceremo e torneremo forti come prima”, si fa coraggio il direttore della riserva Fabio Cilea. Da quando due canadair stanno volando su Priolo per aiutare dall’alto nello spegnere le fiamme ha dovuto abbandonare la riserva, insieme ai suoi collaboratori. Segue da lontano, in un via vai di vigili del fuoco, protezione civile, municipale. “Abbiamo visto un muro di fumo levarsi davanti a noi. Oltre quaranta metri di altezza, un disastro”, racconta al telefono sforzando di mantenere la calma. “Ripartiremo, la riserva sarà sempre operativa”, ripete. Ma sa che le fiamme hanno mangiato gran parte della vegetazione e notevoli sono i rischi anche per la fauna. “I fenicotteri sono lì, restano in acqua. Fumo tutto attorno a loro. Ma ricostruiremo il loro ambiente perfetto. Non lasceranno Priolo”, assicura mentre sirene e vento fanno da torva colonna sonora ad un pomeriggio d’inferno.

    foto da utente facebook

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