• Petrolchimico di Siracusa, Cafeo: “compitino della Regione”. Turano replica: “Impegno vero”

    “Sul Polo petrolchimico di Siracusa il Governo Musumeci è e resta in prima linea, orgoglioso del lavoro, tutt’altro che formale, fin qui svolto con Comuni, imprese e parti sociali. Sono certo che adesso che Roma dovrà decidere sul riconoscimento dell’area di crisi complessa non mancherà lo sforzo e l’impegno anche del partito che l’onorevole Cafeo rappresenta”. Così l’assessore regionale alle Attività produttive, Mimmo Turano, replica al deputato della Lega, Giovanni Cafeo. Poche righe per assestare un pizzicotto politico che sposta attenzione e partita a Roma con il timore – velato da parte di Turano che forze nordiste possano rallentare se non appesantire il cammino della richiesta partita da Palermo.
    Cafeo rimprovera alla Regione di aver svolto un “compitino” con la preoccupazione che – dopo aver presentato la richiesta – il governo Musumeci possa “lasciar correre gli eventi” senza una puntuale azione di vigilanza e spinta. “In ballo c’è la tenuta sociale di un intero territorio”, ha ricordato Cafeo.
    “Il governo regionale non può sottrarsi al confronto con il MISE vista la nostra peculiare situazione che vede la dichiarazione di crisi non come conseguenza di uno smantellamento degli impianti ma al contrario con l’obiettivo di un rilancio e una ripartenza in chiave sostenibile e di transizione”. Il deputato della Lega non manca di sottolineare che “salvare il petrolchimico significa salvare posti di lavoro, aumentare la produttività delle aziende e conseguentemente gli investimenti per la transizione e la modernizzazione degli impianti, migliorando anche la qualità della vita dei cittadini”.
    Poi un messaggio conciliante: “se il governo regionale si intesta questa battaglia saremo tutti al suo fianco, indipendentemente dal colore politico”. La risposta di Turano non tarda. “La Regione in prima linea per lo status di area di crisi complessa. Confido nell’impegno a Roma anche del partito che Cafeo rappresenta in Sicilia”.

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