Polemica Pd, “mancette in Consiglio comunale alle spalle dei siracusani”
Il Partito Democratico è stato l’unico gruppo consiliare a votare contro l’assestamento di bilancio approvato oggi dal Consiglio comunale di Siracusa. In una nota, i consiglieri Massimo Milazzo, Sara Zappulla e Angelo Greco contestano nel merito le scelte dell’amministrazione e denunciano quello che definiscono un nuovo «consociativismo politico».
Secondo il Pd, la seduta avrebbe anche sancito un preciso posizionamento politico del sindaco Francesco Italia. «Ha definitivamente gettato la maschera e ha confermato di essere un uomo di destra», sostengono i consiglieri, evidenziando l’appoggio arrivato in aula da Forza Italia, dalla lista Insieme e da un consigliere di Fratelli d’Italia.
Al centro delle critiche c’è soprattutto la scelta di finanziare una parte degli emendamenti attraverso un nuovo mutuo da circa 2,3 milioni di euro, destinato a gravare sul bilancio comunale per i prossimi vent’anni. «Poco importa che quest’anno terminiamo di pagare mutui accesi nel 2005 – attaccano i dem – evidentemente, secondo questo modo di amministrare, i siracusani non hanno diritto di respirare e di vedere allentare la pressione fiscale».
Il Pd contesta anche la distribuzione delle risorse, definita una sorta di «manuale Cencelli», con i proventi del mutuo utilizzati da quasi tutti i gruppi consiliari. «Probabilmente tutti sentono odore di campagna elettorale e, a corto di idee e visioni sul futuro di Siracusa, ricorrono a una politica di prebende e di corto raggio», affermano Milazzo, Zappulla e Greco.
Per i consiglieri dem, il problema non è tanto finanziare singoli interventi, quanto l’assenza di una strategia complessiva. «Non si risolvono con lo spezzatino del provento di un mutuo i problemi della mancanza di alberi, della carenza di verde pubblico, della penuria di parchi giochi, dell’assenza di illuminazione in tante strade o della scarsa manutenzione degli immobili comunali».
Il Pd chiede quindi una pianificazione organica degli interventi, partendo da un’analisi delle condizioni dell’intera città. L’esempio è quello del verde pubblico. «Per risalire dall’ultimo posto tra le città italiane per rapporto tra abitanti e alberi piantati non basta stanziare 100 mila euro. Serve un progetto complessivo di città verde e armonicamente arborata, da nord a sud e da est a ovest».
Da qui la scelta di mantenere una posizione autonoma rispetto alla maggioranza che ha sostenuto la manovra. «Non ci interessa questo nuovo consociativismo politico, così come non ci interessa l’appiattimento delle idee e la mancanza di un confronto sulla visione della Siracusa del prossimo decennio», concludono i tre consiglieri. «Siamo stati gli unici a votare no perché vogliamo tenerci le mani libere e lavorare soltanto nell’interesse di Siracusa e dei siracusani».













