Premio Nobel per la Fisica, neutrini e…Portopalo: due strade e un incrocio per studiare l’Universo

 Premio Nobel per la Fisica, neutrini e…Portopalo: due strade e un incrocio per studiare l’Universo

Il Nobel per la Fisica 2026 assegnato a Francis Halzen presenta anche un “incrocio” siracusano, per via di una ricerca che da anni viene condotta nelle profondità del mare a largo di Portopalo. Il riconoscimento, come saprete, è stato assegnato al ricercatore belga per il contributo allo sviluppo dell’osservatorio IceCube in Antartide ed alla scoperta di neutrini ad alta energia di origine astrofisica.
Un risultato, il suo, che si inserisce nello stesso filone scientifico seguito dai ricercatori dell’Istituto nazionale di Fisica nucleare (INFN) nel Mediterraneo. A circa 3.500 metri sotto il livello del mare, infatti, l’osservatorio sottomarino KM3NeT studia – di fronte alle coste di Portopalo – i neutrini cosmici, particelle capaci di attraversare la Terra e trasportare informazioni sui fenomeni più estremi dell’universo. All’esperimento siciliano collaborano circa 350 scienziati, con il coinvolgimento di diversi laboratori italiani.
Due osservatori diversi, la stessa sfida scientifica per provare a capire da dove provengono i neutrini e quali fenomeni cosmici li generano. Il Nobel, ben inteso, non è stato assegnato per l’esperimento di Portopalo ma premia una ricerca strettamente collegata alla linea di studio portata avanti anche in Sicilia.
Altro punto di contatto? Giacomo Cuttone è dirigente Ifn e responsabile dei Laboratori nazionali del Sud di Catania. E, coincidenza, era insieme ad Halzen a Torino quando, nei giorni scorsi, ha ricevuto la chiamata con cui è stata comunicata al fisico che lavora negli Stati Uniti l’assegnazione del Nobel. “Il nostro lavoro è collegato e prosegue lungo la stessa strada”, spiega Cuttone a La Repubblica che nell’edizione odierna rivela il contatto tra gli studi nel mare di Portopalo e Halzen.
Motivo d’orgoglio per la comunità scientifica italiana e per la Sicilia, dove i fondali di Portopalo sono diventati un punto strategico per esplorare l’universo attraverso una delle particelle più elusive della fisica.
Intanto, proprio nei giorni scorsi si è conclusa al largo di Portopalo una nuova campagna oceanografica, con l’installazione di 12 ulteriori linee di rivelazione per ampliare l’infrastruttura e migliorare il sistema di posizionamento acustico. Il rivelatore utilizza migliaia di sensori ottici, capaci di individuare i debolissimi segnali luminosi prodotti dalle particelle nell’acqua marina.

 

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