Priolo adotta il Documento degli Stati Generali delle donne
L’Amministrazione comunale di Priolo Gargallo ha deciso di adottare il documento “Le Città delle Donne – Stati Generali delle Donne: Principi e Obiettivi”, importante dichiarazione di intenti, per promuovere nel territorio una cultura della parità, del rispetto e della valorizzazione delle competenze per le pari opportunità e per gli impegni contro ogni forma di violenza e discriminazione di genere. Il progetto mira alla realizzazione di spazi urbani con uno sguardo di genere, garantendo sicurezza, accesso ai servizi e contrasto alla violenza. Sabato 16 Maggio, Priolo Gargallo diventerà dunque “La Città delle Donne”. Oltre ad adottare il documento, sarà apposta una targa all’ingresso sud di Priolo, nei pressi del Commissariato di Polizia. L’iniziativa è promossa dal Sindaco, Pippo Gianni, dalla Giunta, in particolare dagli assessori Maria Grazia Pulvirenti e Federica Limeri, dall’ insegnante Rita Limer, attenta alle iniziative che riguardano la parità di genere e dalla coordinatrice regionale Sportelli Zero molestie Sinalp, Natascia Pisana. “Priolo – afferma il Sindaco Gianni – compirà una scelta importante, non solo amministrativa ma anche etica e culturale. Tutto ciò non è soltanto un gesto simbolico, ma un indirizzo chiaro che desidera orientare la nostra politica e le scelte amministrative future. Riteniamo irrinunciabile lavorare per garantire la piena realizzazione delle potenzialità delle donne, insieme, per contrastare ogni forma di violenza e promuovere un’autentica cultura del rispetto”. Le “Città delle Donne” è un’iniziativa nazionale promossa dagli Stati Generali delle Donne che dal 2013 unisce Comuni ed Enti locali per sviluppare politiche urbane inclusive, paritarie e sostenibili. L’iniziativa è sostenuta da Rete Nazionale, ANCI e UPI. “Il nostro Comune – conclude il Sindaco Gianni – si impegna dunque a diffondere nel territorio i valori contenuti nel documento “Le Città delle Donne”, trasformandoli in azioni concrete e soprattutto inclusive, capaci di generare il benessere collettivo e lo sviluppo sostenibile, per una maggiore consapevolezza. La parità è un diritto, non una concessione”.














