• Priolo. Prendere le impronte digitali ai dipendenti, i sindacati diffidano: "arroganza e degenerazione"

    Un’azienda che si occupa di sicurezza nel petrolchimico di Priolo starebbe rilevando anche le impronte digitali dei lavoratori metalmeccanici. E questo in occasione del rinnovo dei tesserini d’ingresso. Protestano i sindacati con Fim, Fiom e Uilm parlano di “una condotta illegale e fuori da ogni logica. Infatti anche se le imprese committenti intendessero adottare sistemi di lettura delle impronte digitali per verificare la presenza in servizio dei dipendenti dovrebbero prima dimostrare che le finalità di controllo non possano essere realizzate con sistemi meno invasivi”. E questo in accordo ad una decisione del Garante che chiarisce come non sia lecito l’uso generalizzato e incontrollato dei dati biometrici. “Nel caso specifico, esistono molti altri sistemi altrettanto rigorosi per controllare gli ingressi nei luoghi di lavoro, senza mettere a rischio la dignità stessa dei lavoratori interessati”, spiegano i sindacalisti siracusani. Che ritengono “sproporzionato e non necessario il trattamento, rispetto agli scopi perseguiti”. Le tre sigle non nascondono la preoccupazione “per l’arroganza e la degenerazione di un sistema industriale che sempre più mette in discussione i diritti individuali dei lavoratori e diffida la ditta in questione e le aziende committenti nel perseguire questo intento , intimando la distruzione dei dati biometrici fino ad ora illegalmente rilevati”. In caso contrario, Fim-Fiom e Uilm sono pronte a ricorrere al Garante della Privacy e alle autorità competenti per ristabilire il rispetto delle normative vigenti.

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