Problema cinghiali, la soluzione avviata a Buccheri e l’attacco di Auteri contro il sistema
Il Comune di Buccheri ha avviato una interlocuzione con il Dipartimento Sviluppo rurale della Regione Siciliana (sezione provinciale di Siracusa), per la definizione e l’attuazione di strumenti concreti per il contrasto alla peste suina e al contenimento del sovrappopolamento degli ungulati selvatici.
Nell’ambito di questo percorso, condiviso in sede di Tavolo tecnico permanente istituito presso il Libero Consorzio di Siracusa, l’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Alessandro Caiazzo ha messo a disposizione dei locali che saranno destinati a centro di raccolta selvaggina per gli ungulati abbattuti nell’ambito delle attività di selecontrollo. Le strutture saranno dotate di apposite celle frigorifere fornite dal Dipartimento e “che consentiranno così una gestione efficace, sicura e conforme alle normative sanitarie vigenti”, spiegano dal Comune di Buccheri.
Con l’Asp di Siracusa saranno definite le operazioni di controllo sanitario che consentiranno l’immissione delle carni per il consumo locale (filiera corta), consentendone la vendita o la cessione gratuita.
“Siamo giunti a un percorso condiviso che ci consentirà di strutturare un sistema efficace di controllo e gestione della popolazione ungulata”, commenta il sindaco Caiazzo. “Un risultato importante, soprattutto considerando che a Buccheri tale popolazione è già stata significativamente ridimensionata grazie al lavoro congiunto dell’Amministrazione comunale, del Dipartimento Sviluppo Rurale, dei cittadini, dei cacciatori e dei selecontrollori”.
Una posizione che trova la contrarietà del deputato regionale Carlo Auteri. “Prendo atto dell’annuncio del sindaco di Buccheri ma non posso non rilevare che, mentre si racconta una soluzione locale come se fosse risolutiva, il problema dei cinghiali continua ad aumentare in molte altre aree del Siracusano, a partire da Pantalica e dalla Valle dell’Anapo. E questo accade perché il lavoro svolto finora dal Dipartimento Sviluppo rurale sul territorio non è affatto soddisfacente”. Auteri non contesta l’organizzazione scelta da Buccheri “ma contesto il tentativo di far passare una risposta parziale come se fosse la prova dell’efficienza del sistema. Caiazzo, di fatto, finisce per avallare un’inettitudine amministrativa più ampia, perché il problema non si risolve Comune per Comune, senza una regia vera, senza una rete di strutture operative e senza una visione territoriale all’altezza dell’emergenza”. Il parlamentare regionale richiama in particolare la situazione di Pantalica e della Valle dell’Anapo, dove, a suo dire, la pressione dei cinghiali continua a rappresentare un pericolo per agricoltori, visitatori e fruitori della riserva. “Chi parla oggi di modello virtuoso dovrebbe prima conoscere davvero cosa succede a Pantalica, cosa succede nella Valle dell’Anapo, cosa succede nelle zone in cui il sovrappopolamento dei cinghiali è ancora fuori controllo. Le soluzioni individuali non sono bastevoli quando il problema ha una dimensione sovracomunale e impatta su ambiente, sicurezza e turismo”. Per il deputato regionale, “serviva e serve un coordinamento forte tra Comuni, Asp, selecontrollori, Regione e Sviluppo rurale. Quello che vediamo oggi è invece una somma di interventi scollegati, mentre il problema cresce”. Auteri ribadisce quindi la necessità di cambiare passo. “Io continuo a sostenere che serva una strategia territoriale seria, che non lasci soli i Comuni e che non finga che basti una singola esperienza locale per dire che il sistema funziona. Perché il sistema, oggi, non funziona”.














