La lunga notte della Martoglio. “Avrei dormito qui, famiglie e docenti mi hanno convinta a tornare a casa”
Dopo il gran clamore delle ultime ore, la Martoglio di Siracusa prova a tornare ad una normalità nuova, fatta di sicurezza ritrovata ed attenzioni positive. La dirigente scolastica, Clelia Celisi, di buon mattino era già nel suo ufficio. Aveva promesso di passare la notte nel suo istituto, per vigilare dopo i raid vandalici. Ed in effetti, fino a mezzanotte era ancora lì. “Ero davvero convinta di dover restare a scuola, lo sentivo come indispensabile. Ma una delegazione di genitori e di docenti mi ha letteralmente presa di peso e accompagnata alla macchina”, racconta attraverso un post social. Niente interviste oggi. Con cordialità ed educazione, allontana i microfoni. “In questo momento ho solo un desiderio: ringraziare tutti. Le famiglie, soprattutto le meravigliose mamme che ieri mattina sono venute a scuola con lo sgrassatore e i guanti nella borsa; i collaboratori scolastici, che hanno lavorato come muli; docenti, che al di fuori del loro orario di lavoro si sono precipitati a dare una mano. La mia scuola non è mai stata così pulita. Senza l’aiuto di tutti non sarebbe stato possibile il rientro. E quindi, grazie”.
La Questura di Siracusa, intanto, ha organizzato un rafforzato piano di vigilanza. Anche la Municipale ha inserito la scuola nei giri notturni della pattuglia. Telecamere di videosorveglianza ed allarme anti-intrusione sono stati ripristinati e rimessi in funzione, grazie all’intervento del capo di gabinetto Gibilisco e dell’assessore Bandiera. “Era una battaglia che da sola non sarei mai riuscita a vincere: io scasso, tu aggiusti e io scasso di nuovo. La vinciamo insieme. Grazie a tutti”, ancora le parole della preside.
“Abbiamo ottenuto quello per cui abbiamo lottato: l’allarme è stato ripristinato, le telecamere sono attive. Lo Stato e le istituzioni hanno risposto. Ma la vittoria più grande non è tecnologica, è umana”, aggiunge una docente della Martoglio. “Una delegazione di genitori del quartiere è venuta a trovarci, ieri sera. Con il cuore in mano, hanno rincuorato la nostra dirigente. Le hanno detto che il quartiere c’è. E potevamo andare a riposare”. Le famiglie hanno deciso di fare da “scudo”, una sorveglianza discreta ma attiva, con lo sguardo fuori dalla finestra ma anche dentro casa. “Torniamo in classe. La Martoglio è viva e non è mai stata così bella”. Parole rubate alla docente e che restituiscono quello che è l’umore oggi. Da un fatto brutto è nata una consapevolezza nuova.













