• Qualità della vita per bambini, giovani e anziani: numeri in chiaroscuro per Siracusa

    Quali province italiane sono a misura di bambino? Quali rappresentano un luogo attraente per i giovani? E ancora, chi offre maggiore benessere agli anziani? Lo rivelano le tre nuove classifiche del Sole24Ore, il quotidiano di Confindustria già noto per l’annuale classifica sulla qualità della vita.
    Adesso debuttano tre nuove classifiche “generazionali” (ciascuna composta da 12 parametri) che “misurano” con i numeri la vivibilità dei territorio per bambini, giovani e anziani. “I tre nuovi indici documentano così la capacità delle istituzioni di mettere in campo servizi efficienti, le relative condizioni di vita, le lacune nei confronti dei più fragili e le aspettative dei più giovani. Ne emerge un racconto che mette in luce come, da nord a sud, i divari territoriali sono purtroppo anche generazionali”, spiega il Sole24Ore.
    Nella classifica dedicata alla qualità della vita per i bambini fino a 10 anni, Siracusa è 81.a su 107 province italiane (quinta in regione). La migliore siciliana è Ragusa (62.a), seguita a sorpresa da Enna (66.a), Agrigento (74.a) e Trapani (76.a). A penalizzare la performance della provincia aretusea indicatori come i posti disponibili in asili nido, giardini scolastici, verde attrezzato (i parchi gioco) e l’indice sport e bambini.
    Va meglio nella classifica per qualità della vita dei giovani (18-35 anni): Siracusa è 68.a. Ha il terzo quoziente italiano per nunzialità: ci si sposa prima dei 35 anni. E’ 12.a in Italia quanto ad amministrazioni al di sotto dei 40 anni e 30.a per imprenditoria giovanile. Il tasso di disoccupazione giovanile, però, è un disastro: il terzo più alto in Italia. Male anche per età media al parto (ultima provincia in Italia), aree sportive all’aperto (96.a), bar e discoteche in rapporto alla popolazione (89.a), concerti (86.a) e laureati (84.a).
    La provincia di Siracusa scivola in 90.a posizione, invece, nella classifica dedicata alla qualità della vita per gli over 65. Presi in considerazione gli importi delle pensioni di vecchiaia, l’aspettativa di vita, il numero di biblioteche, la presenza di orti urbani, l’inquinamento acustico, la spesa per il trasporto di anziani e disabili, il numero di geriatri ed infermieri, consumo di farmaci per malattie croniche e la mortalità per demenza e malattie del sistema nervoso.

    foto di Dario Ponzo

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