Rifiuti a Stallaini, CNA Siracusa: “Cavagrande non può convivere con un impianto di smaltimento”

 Rifiuti a Stallaini, CNA Siracusa: “Cavagrande non può convivere con un impianto di smaltimento”

Circa 614 mila metri cubi di rifiuti speciali non pericolosi in un’ex cava di contrada Stallaini, a Noto, a ridosso della Riserva di Cavagrande del Cassibile. Il progetto ha ottenuto l’esito positivo della verifica di ottemperanza con decreto regionale del 9 luglio 2026. CNA Turismo Siracusa esprime forte preoccupazione per un impianto che rischia di compromettere uno dei principali attrattori naturalistici della provincia e l’economia che vi è cresciuta attorno. “Cavagrande è uno dei luoghi simbolo del turismo naturalistico del Sud-Est con i suoi laghetti e i suoi sentieri muovono ogni anno escursionisti, guide, strutture ricettive e ristorazione – dichiara Fabio Salonia, presidente di CNA Turismo Siracusa – . Collocarvi accanto un impianto di queste dimensioni significa colpire un’economia costruita in decenni”, dichiara Fabio Salonia, presidente di CNA Turismo Siracusa”. CNA Turismo chiede all’assessore regionale al Territorio e all’Ambiente, Giusi Savarino, di sospendere ogni ulteriore effetto del procedimento e di disporre una nuova valutazione di incidenza ambientale. Ai sindaci di Noto, Avola, Siracusa e Canicattini Bagni chiede di sostenere questa posizione. “La valutazione di incidenza sui siti Natura 2000 è del 2009 e a settembre la Regione ha approvato nuove misure di conservazione proprio per Cava Grande – prosegue Salonia – . Non è accettabile andare avanti con un’istruttoria vecchia di diciassette anni. Per CNA Turismo il tema va oltre la singola autorizzazione e riguarda la coerenza delle politiche territoriali. La provincia investe da anni sull’escursionismo e sul marchio Val di Noto e le imprese del settore extralberghiero, guide, noleggio, agriturismi hanno orientato su questo modello le proprie scelte. Chi investe nel turismo in questo territorio chiede coerenza – conclude Salonia – non si può promuovere il Val di Noto nel mondo e autorizzare, a pochi chilometri dalla Riserva, un impianto che ospiterà anche rifiuti speciali”.

 

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