Roghi seriali, altri due questa mattina. Fermate chi brucia Siracusa, prima che sia tardi

 Roghi seriali, altri due questa mattina. Fermate chi brucia Siracusa, prima che sia tardi

Questa mattina i Vigili del Fuoco di Siracusa sono tornati al lavoro per spegnere altri due incendi di sterpaglie. Il primo in via Achille Adorno, nei pressi della chiesa di San Corrado Confalonieri; il secondo alla ciclabile Maiorca, varco via Algeri. Diventano 9 in 10 giorni gli interventi per spegnere roghi di questo tipo e sempre nella stessa area cittadina. Gli stessi pompieri lamentano una ciclicità inquietante che alimenta una serie di cattivi pensieri.
Gli elementi in comune tra questi episodi sono troppi per essere ignorati. Tutti i roghi si sviluppano nella prima parte della mattina, tra le 8 e le 9. Le temperature a quell’ora non sono ancora elevate e le condizioni atmosferiche non giustificano l’innesco spontaneo. Tutti questi incendi, inoltre, sono divampati a poche centinaia di metri l’uno dall’altro, in un’area geograficamente circoscritta. Orario sistematico, perimetro ristretto, modalità ripetute: il quadro che emerge suggerisce con forza la presenza di una mano umana. Forse addirittura sempre la stessa.
Le ipotesi sul campo sono fondamentalmente due. Un piromane seriale o qualcuno che brucia sterpaglie e terreni incolti per ragioni di pulizia o interesse. Entrambe plausibili, nessuna ancora confermata. Ma entrambe configurano una violazione precisa dell’ordinanza antincendio in vigore dal 15 maggio al 31 ottobre che vieta l’accensione di fiamme libere e la combustione di sterpaglie o sfalci. Chi brucia, in questo periodo, lo fa illegalmente indipendentemente che avvenga su terreno pubblico o proprietà privata.
Gli investigatori dispongono di un video nel quale si vede un uomo che brucia sterpaglie in un terreno nei pressi dell’ex tonnara. Materiale concreto, un volto, un’azione in corso. Ad oggi, non risulta alcuna azione di contrasto.
I residenti della zona, intanto, continuano a segnalare, a fotografare, a denunciare. E continuano ad aspettare che qualcuno intervenga per interrompere questa lunga catena di incendi. La preoccupazione che serpeggia tra i cittadini è legittima e fondata. In un contesto urbano come quello, con abitazioni a pochi passi dalle aree interessate, basta un cambio di vento per trasformare un rogo di sterpaglie in un problema serio.
E si domandano cosa debba ancora accadere perché le autorità decidano di affrontare la questione con la serietà che merita. Nove interventi dei Vigili del Fuoco in dieci giorni hanno un costo — in termini di risorse, di personale, di rischio per gli operatori. Hanno un costo anche per i cittadini, che vivono con l’ansia di vedere le fiamme avvicinarsi alle proprie case. E hanno un costo politico, perché l’assenza di risposte istituzionali di fronte a un fenomeno così sistematico è essa stessa un fatto di cui rendere conto.

Foto archivio

 

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