Rottamazione quinquies, Canto e Castagnino: “Regolamento comunale con troppi limiti”
In commissione è iniziato l’esame del regolamento comunale per l’adesione alla rottamazione quinquies, introdotta con la Legge 30 dicembre 2025 n. 199. Con questo strumento, viene consentito a cittadini ed imprese di chiudere vecchie pendenze fiscali pagando il solo capitale, con la riduzione o l’eliminazione di sanzioni e interessi. Una misura pensata per dare respiro a chi negli anni ha accumulato cartelle difficili da sostenere e, allo stesso tempo, per permettere agli enti pubblici di recuperare crediti altrimenti destinati a restare inesigibili.
Per quanto riguarda i tributi statali, la procedura è gestita dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione con modalità uniformi su tutto il territorio nazionale. Diverso il discorso per i tributi locali: la normativa lascia infatti a Regioni e Comuni la facoltà di decidere se aderire alla definizione agevolata e con quali modalità applicarla.
È in questo quadro che si inserisce il confronto sul regolamento predisposto dal Comune di Siracusa. Secondo i commercialisti Giuseppe Canto e Salvo Castagnino (associazione I Professionisti del Cambiamento), la prima bozza presenta alcune criticità che rischiano di ridurre la portata della misura.
Più che una vera rottamazione, osservano i professionisti, il regolamento appare in diversi passaggi più vicino a un ordinario strumento di riscossione comunale. Uno dei punti più discussi riguarda, ad esempio, l’esclusione di alcuni ruoli e carichi che, secondo Castagnino e Canto, potrebbero invece essere ricompresi nella definizione agevolata. In molte cartelle sono presenti debiti composti sia da tributi statali sia da tributi locali relativi agli stessi anni. Con l’impostazione attuale il contribuente potrebbe definire solo la parte erariale, lasciando aperta quella comunale, con il risultato di frammentare il debito invece di chiuderlo in modo definitivo.
I professionisti segnalano anche alcuni aspetti tecnici legati alla formulazione del regolamento che, a loro giudizio, potrebbero essere migliorati per rendere la misura più chiara e realmente accessibile. Tra i punti che potrebbero essere rivisti ci sono l’ambito dei carichi definibili, il trattamento di sanzioni e interessi, il coordinamento con le cartelle già affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione e le modalità di rateazione.
L’obiettivo, spiegano, dovrebbe essere quello di avvicinare il più possibile la definizione dei tributi locali al modello nazionale, così da evitare disparità e semplificare il percorso per i contribuenti. Una rottamazione costruita in modo più ampio permetterebbe infatti a famiglie, professionisti e imprese di chiudere posizioni aperte da anni, riducendo allo stesso tempo il contenzioso e trasformando crediti difficili da recuperare in entrate effettive per l’ente.
Il confronto sul regolamento del Comune di Siracusa resta comunque aperto e non si escludono modifiche prima dell’approvazione definitiva. Proprio in questa fase, secondo gli esperti del settore fiscale, ci sarebbe lo spazio per apportare gli aggiustamenti necessari e trasformare la rottamazione quinquies in uno strumento davvero utile per il territorio.
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