• Salute mentale, sit-in sotto la sede dell’Asp. Famiglie, operatori e utenti: “Attivare budget di salute”

    “Non c’è salute senza salute mentale di comunità: servizi di prossimità e budget di salute”. Così c’era scritto sullo striscione srotolato questa mattina sotto la sede della direzione dell’Azienda Sanitaria Provincia di Siracusa. A darsi appuntamento in corso Gelone, in occasione della giornata mondiale della salute mentale, operatori, associazioni, operatori e utenti dei servizi sanitari di settore. Il sit in è stato organizzato dall’ente del terzo settore “Si può fare – Per il lavoro di comunità”, con il presidente regionale Tati Sgarlata in prima fila. “La pandemia ha messo alla luce tutte le difficoltà che già vivevamo in tema di assistenza psichiatrica a Siracusa e provincia. Allora abbiamo indetto il sit-in per sensibilizzare l’Asp di Siracusa affinchè ponga la giusta attenzione verso migliaia di famiglie che pagano un prezzo troppo alto in termini di disservizi e mancanza di progettualità”, spiega proprio Sgarlata.
    Un primo dialogo con il dg dell’Azienda Sanitaria c’è già stato ma servono adesso i passaggi consequenziali. Come l’avvio delle procedure necessarie per dare applicazione alla legge sui piani terapeutici individualizzati, da attivare con il budget di salute. “La cornice normativa c’è, ma qui in Sicilia tarda l’applicazione”, sintetizza Tati Sgarlata. Tra le richieste, anche quelle di piante organiche professionalizzate per il settore della salute mentale. “Oggi assistiamo ad una carenza sempre maggiore di figure chiave come psicologi, assistenti sociali, terapisti della riabilitazione, nonché nei fatti di psichiatri”, spiegano i manifestanti.
    Tra le rivendicazioni anche la riapertura del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura di Siracusa, “chiuso da svariati mesi” e ritenuto “servizio fondamentale per curare l’acuzie psichiatrica”. Non solo, chiesta anche la riapertura del centro diurno di Siracusa, “ridimensionato per non dire chiuso da 18 mesi per l’incapacità da quasi 2 anni di riparare i locali nei quali funzionava. Ad oggi vengono assistite 8 persone al giorno in locali inadeguati mentre prima ne venivano seguite 30 in locali adeguati”.
    Il problema degli spazi riguarda anche il centro di salute mentale di Siracusa e la logistica di alcune strutture ospitate in provincia in locali ospedalieri che non sarebbero pienamente adeguati allo scopo. “Ancora oggi non si capisce la differenza tra intervento nel territorio e nella comunità ed ospedale”, aggiunge Sgarlata.

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