Salvare Isab-Lukoil, M5s e Pd: “garanzie statali” e indicano i precedenti Tamoil e Rosneft

 Salvare Isab-Lukoil, M5s e Pd: “garanzie statali” e indicano i precedenti Tamoil e Rosneft

La zona industriale tra transizione e sanzioni è tema preponderante in campagna elettorale. Fiato sospeso per l’avvicinarsi dell’embargo al petrolio russo via mare deciso dall’Ue. Una misura che spingerebbe alla chiusura Isab Lukoil, impianto su cui tiene l’intero polo petrolchimico siracusano.
Il M5s si mantiene fortemente critico “sulla linea attendista dettata dal ministro leghista Giorgetti” definito in una nota del parlamentare Paolo Ficara insieme alla candidata alla Camera dei Deputati, Cettina Di Pietro, “spettatore disinteressato della fine annunciata del polo”
“Da febbraio, inascoltato, il M5s chiede l’introduzione di garanzie statali sul modello seguito dal governo italiano nel 2011 per Tamoil, durante la crisi libica, o soluzioni come il commissariamento. Fa rabbia vedere che quella soluzione sia stata ora adottata dalla Germania per il gruppo Rosneft, sempre russo e sempre nel settore della raffinazione, di cui il governo tedesco ha assunto il controllo. Questo è quanto deve fare un Paese serio: difendere i propri asset energetici e difendere i suoi occupati. Ancora una volta – insistono Ficara e Cettina Di Pietro – chiediamo al premier Draghi di rivedere la sua indolente gestione della vicenda Isab Lukoil”.
Anche il Pd, con Antonio Nicita (candidato al Senato) e Glenda Raiti (candidata alla Camera) indica nella soluzione adottata dal governo tedesco la via da seguire. “Le filiali della Rosneft in Germania, che rappresentano il 12% della capacità di raffinazione del petrolio del Paese, sono state poste sotto ‘amministrazione fiduciaria’ dall’agenzia nazionale che gestisce le reti energetiche. Questa soluzione permetterà alla Germania di superare alcune criticità legate alle sanzioni verso la Russia – dicono Nicita e Raiti – mantenendo gli approvvigionamenti e garantendo l’occupazione in tutta la filiera”.
Il Partito Democratico chiede allora al governo di “valutare il caso tedesco come esempio di uno sbocco possibile anche per la raffineria Lukoil in Sicilia” che rischia di ritrovarsi bloccata nella sua produzione per gli effetti dell’embargo sul petrolio russo.

 

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