• Sanità nella bufera, direzione sanitaria Asp: “Siracusa ha i migliori dati regionali”

    “Certe polemiche lasciano perplessi e non trovano riscontro nei numeri e nei fatti”. I medici della Asp di
    Siracusa si sentono sotto attacco, parlano di “macchina del fango” in azione e firmano un documento che vede insieme il direttore sanitario, Anselmo Madeddu, i capi dipartimento ed i primari.
    Insieme, si appellano all’imprevedibilità di un virus nuovo, di cui si sa poco. E rivendicano con orgoglio il dato secondo cui, al 7 aprile, a Siracusa si osservano solo 80 dei 1.859 casi di contagiati della Sicilia, a fronte dei 551 di Catania, dei 327 di Messina, e persino dei 273 della piccola Enna.
    “Si potrebbe obiettare che i dati potrebbero essere sottostimati per la carenza dei tamponi. Ma questo vale per tutta la Sicilia e dunque i rapporti non cambiano. Ciò significa che Siracusa ha un tasso di 1,99 casi per 10.000 abitanti, contro la media regionale di 3,72, la metà. Numeri che ci dicono come a Siracusa (con Ragusa) ci sia il tasso più basso dell’Isola. Numeri che ci dicono che a Siracusa i ricoveri e i decessi sono più bassi della media regionale, mentre le guarigioni sono le più alte con 0,65 contro lo 0,23 della Sicilia, tre volte di più. E tutto questo è il frutto di un lavoro oscuro e immane che dirigenti, medici e infermieri stanno portando avanti in silenzio, con umiltà e impegno in pochissimo tempo”.
    In ogni caso, nel loro documento, i medici della Asp fanno di conto: “Siracusa ha un tasso di 1,99 casi per 10.000 abitanti, contro la media regionale di 3,72. La metà. Numeri che ci dicono come a Siracusa (con Ragusa) ci sia il tasso più basso dell’Isola. Numeri che ci dicono come a Siracusa i ricoveri e i decessi sono più bassi della media regionale, mentre le guarigioni sono le più alte con 0,65 contro lo 0,23 della Sicilia, tre volte di più! E tutto questo è il frutto di un lavoro oscuro e immane che dirigenti, medici e infermieri stanno portando avanti in silenzio, con umiltà e impegno in pochissimo tempo”.
    Poi l’elenco di date, eventi ed interventi. “Il primo caso di covid a Siracusa risale al 2 marzo. Il 24 febbraio era stata già istituita l’Unità di Crisi. Sin dai primi ricoveri è stato sperimentato l’uso del tocilizumab. Il 27 febbraio è stata montata la prima tenda pre-triage, e il 5 marzo erano già operativi tutti i pre-triage della provincia per separare percorsi e fornire filtri ai Pronto Soccorso. Il 10 marzo era già pronta la prima revisione della Rete Covid. L’indomani sono partiti i lavori al Padiglione Nord dell’Umberto I. Subito dopo sono stati attivati i primi 8 posti letto di rianimazione covid. Il 16 marzo sono stati consegnati i lavori dei primi 18 posti letto covid al Padiglione Nord. Il 19 marzo sono partiti i Centri Covid di Noto ed Augusta. Il 25 marzo, in tempi record, sono stati completati i lavori del nuovo impianto dei gas medicali al Padiglione Nord. L’indomani vi sono stati attivati 36 posti letto covid, e 12 sono stati attrezzati con ventilatori e monitor per poter intubare i più critici. Il 26 marzo sono state istituite le Unità Speciali di Continuità Assistenziale. Il 31 marzo sono stati ottimizzati altri percorsi covid. Una corsa contro il tempo ed un lavoro massacrante. E oggi, la Sanità siracusana dispone di 5 pre-triage, un’ampia area dedicata ai grigi, una diagnostica tac dedicata, una Terapia Intensiva Covid, 48 posti letto per pazienti a media complessità all’Umberto I, 14 ad Augusta e 18 a Noto, per un totale di 80 posti letto covid, a fronte ancora di soli 42 ricoveri. E con le successive revisioni i posti letto attivabili sono stati ancora aumentati. Questi – sottolineano i medici Asp – sono i fatti . E questi i numeri: i migliori dati epidemiologici dell’Isola”.
    Nessun accenno diretto ai sanitari contagiati in diversi reparti dell’Umberto I. “Tutto è perfettibile”, ammettano però i medici Asp nella nota che vede il coinvolgimento anche della direzione sanitaria. “Non siamo in Svizzera. Ma si abbia rispetto del nostro lavoro. In questo momento così drammatico riteniamo vergognoso e socialmente pericolosissimo questo gioco al massacro nei confronti di chi, nessuno escluso, si sta prodigando senza risparmio in una battaglia in cui l’unico nemico da combattere è la malattia. I medici della Asp di Siracusa chiedono alle Istituzioni solidarietà e ai cittadini di ristabilire quel forte patto di alleanza che è necessario per combattere l’unico vero nemico che è la malattia. Oggi più che mai è necessario essere uniti e perseguire tutti insieme il bene comune”.

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