• Sbarca a Palermo la protesta dei dipendenti ex Provincia, ma in Regione è scaricabarile

    La protesta dei dipendenti della ex Provincia Regionale si è spostata oggi a Palermo. Mentre prosegue l’occupazione del palazzo di via Roma, a Siracusa, una nutrita delegazione di lavoratori ha raggiunto il capoluogo regionale. Con loro anche i dipendenti di Siracusa Risorse, la società partecipata dell’ente aretuseo.
    Sono circa 150. Sotto palazzo dei Normanni, si sono raccolti e concentrati, rendendo visibile anche alla politica isolana la disperazione di una crisi che non conosce sosta.
    Negli uffici dell’assessorato al Bilancio è in corso un incontro a cui prendono parte anche le segreterie regionali e provinciali dei sindacati unitari. Le prime indicazioni non sarebbero, però, confortanti. Al tavolo, infatti, la strategia ricorrente pare essere lo scaricabarile. “La colpa è del governo nazionale”, avrebbero indicato alcuni esponenti istituzionali. La Regione – peraltro da due mesi in esercizio provvisorio – non pare aver compreso la gravità della situazione e non vuole nemmeno provare ad assumersene la responsabilità.
    Su questo i sindacati sono stati chiari: basta rimpallino, il problema è di evidenza pubblica. L’incontro si è concluso senza grosse novità. La situazione non è delle migliori. Serviranno, con ogni probabilità, altri presidi a Palermo. Sebbene vi sia in dirittura di arrivo un accordo Stato-Regione migliorativo, molte cose restano da risolvere. Il bilancio della Regione fa acqua da tutte le parti ma servono risorse subito per le ex Province e Siracusa su tutte. Entro venerdì saranno convocati a Palermo i deputati nazionali eletti in Sicilia. Chiesto anche un incontro al presidente dell’Ars, Miccichè. Tra un incontro ed un altro, però, rischiano di passare ancora giorni e settimane.

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