• Sbotta Gradenigo: “Ambientalismo di maniera? Si impari piuttosto da errori del passato”

    Alle parole di Massimo Riili, il presidente provinciale dell’associazione dei costruttori edili, risponde Carlo Gradenigo, assessore alla protezione naturalistica del Comune di Siracusa. Al centro l’uso del territorio: da una parte Ance lamenta la presenza di troppi vincoli nel piano paesaggistico, con rischio di “mummificazione” del territorio; di tutt’altro avviso l’assessore comunale. “In un momento nel quale la natura ci mette ogni giorno davanti agli occhi gli errori del passato, con intere città allagate frutto del disordine urbanistico perpetrato negli ultimi decenni, c’è chi ancora usa il termine ambientalista in modo dispregiativo, per indicare dei soggetti o una categoria di persone e non una evidente e improcrastinabile esigenza planetaria”, esordisce Gradenigo.
    “Nel 2021 c’è chi ancora parla di mummificazione di un territorio, quello siracusano, del quale non sono rimaste che tracce isolate della propria identità, quelle stesse tracce (Pillirina, Torre Ognina, Isola di Capo Passero) che il Piano Paesaggistico ha permesso di tramandare fino ad oggi evitandone l’irreversibile trasformazione. Concetti vecchi figli di una visione superata di sviluppo territoriale ed economico che vanno ripensati in un’ottica di lungo periodo e di sostenibilità ambientale. Termine quest’ultimo spesso abusato il cui significato non si esaurisce nell’uso e scelta dei materiali sostenibili per una costruzione ma nella considerazione dell’impatto che la stessa ha sull’ecosistema e il paesaggio che la circonda”, ricorda l’assessore. “Paesaggi ed ecosistemi altamente fragili sui quali industria, abusivismo e lottizzazioni edilizie ne hanno nel tempo compromesso aspetto ed equilibri idrico e biologico. Fare tesoro degli errori del passato serve ad evitare di rimanere ancora una volta vittime delle nostre stesse scelte e a non rinunciare a quel che resta del potenziale per il futuro”.

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