• Scommesse abusive online ed usura, operazione Ludos: 11 arresti ad Augusta, 4 in carcere

    E’ stata ribattezzata Ludos l’operazione con cui è stata disarticolata un’associazione per delinquere dedita all’attività illecita di giochi e scommesse online accompagnata ad usura. La Polizia di Stato di Siracusa questa mattina ha eseguito diverse custodie cautelari disposte dal Gip del Tribunale di Siracusa, nei confronti di soggetti ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata all’esercizio abusivo dell’attività di gioco e scommesse on-line attraverso siti illegali, esercizio abusivo dell’attività di credito ed usura.
    Le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile di Siracusa e dal Commissariato di Augusta, con il coordinamento del procuratore aggiunto Fabio Scavone e dai sostituti procuratori Donata Costa e Francesca Eva. Disarticolata, secondo le prime informazioni, una vera e propria associazione per delinquere il cui “core business” era l’esercizio abusivo dell’attività di gioco e scommesse.
    Con riferimento al ruolo dei promotori, nonché capi dell’organizzazione, fungendo quale raccordo tra i due distinti gruppi di gestione dei siti illegali di scommesse ed avvalendosi del rapporto con i gestori, nazionali ed esteri, sarebbero riusciti ad ottenere dagli stessi il credito necessario per l’esercizio del gioco senza anticipare denaro, così fidelizzando i giocatori e assumendo credito, anche usurario, nei loro confronti. Il tutto, con l’aggravante dalla transnazionalità, con propaggini anche all’estero in particolare a Malta.
    Nonostante il giro di affari di centinaia di migliaia di euro, alcuni dei componenti l’organizzazione percepivano il reddito di cittadinanza.
    In questo contesto, sono stati ricostruiti episodi delittuosi particolarmente “odiosi” alla luce delle condizioni delle vittime. Episodi di usura, commessi da alcuni dei destinatari dei provvedimenti restrittivi, nei confronti di numerosi soggetti affetti da ludopatia. Prestiti di denaro contante con interessi usurari da capogiro. Gli aguzzini, talvolta, esigevano dalle vittime, come garanzia, le chiavi delle vetture dei malcapitati che, pur di vedere soddisfatta la loro richiesta di danaro, cedevano alla pretesa.
    Nonostante il giro di affari di centinaia di migliaia di euro, alcuni dei partecipi all’associazione, non ancora soddisfatti, si erano poi industriati per “guadagnare a costo zero”. Mediante dichiarazioni mendaci, senza i requisiti prescritti, percepivano il reddito di cittadinanza producendo, inoltre, un contratto d’affitto fittizio al fine di aumentare l’importo del sussidio percepito.
    Due anni di attività investigativa hanno permesso di arrivare agli 11 arresti odierni, tutti ad Augusta. Nel dicembre del 2019 al Commissariato di Augusta una coppia di anziani coniugi rivelò che il loro figlio aveva contratto importanti debiti gioco e che era alle prese con usurai. Furono proprio gli accertamenti patrimoniali esperiti a dare lo spunto per le ulteriori investigazioni grazie alle quali è stato possibile accertare, e conseguentemente bloccare, l’attività di raccolta di scommesse sportive effettuate su siti illegali variamente denominati, per porre in essere una serie indeterminata di reati quali l’esercizio abusivo di giochi e scommesse e l’esercizio abusivo del credito.
    In sostanza, venivano individuati diversi siti, principalmente utilizzati dagli organizzatori, tutti riconducibili agli stessi gestori che cambiavano indirizzo a seconda delle necessità e, di volta in volta, i sodali fornivano nuovi indirizzi e nuove credenziali di accesso per impedire l’individuazione degli stessi.
    Sebbene alcuni degli indagati avessero regolare licenza per l’esercizio di giochi e scommesse in agenzie nazionali ufficialmente riconosciute, gli stessi spingevano i loro clienti ad effettuare le giocate e le scommesse sui siti illeciti, traendone così un rilevante vantaggio economico dato dalla totale assenza di tassazione sui guadagni da parte dello Stato.
    L’attività di raccolta delle scommesse consisteva nel mantenere il proprio “pacchetto clienti”, inducendo gli stessi a giocare sui siti esteri così da eludere la tassazione nazionale. Questi “pacchetti clienti” spesso erano costituiti da pochi giocatori che, però, spendevano frequentemente ingentissime quantità di denaro sperando in una “vincita fortunata”. Le perdite registrate in alcuni casi hanno superato i 100.000 euro per il singolo giocatore.
    In questo contesto di difficoltà economica, l’associazione approfittava dello stato di bisogno per elargire prestiti ai giocatori che, pertanto, nella maggior parte dei casi non versavano il denaro delle scommesse ma accumulavano debiti sempre maggiori fin tanto che, nell’impossibilità di pagare, si vedevano costretti a rivolgersi agli usurai che ne approfittavano richiedendo interessi a tassi anche del 300%.
    In alcuni casi, gli usurai erano gli stessi sodali che tra loro si vantavano di “guadagnarci due volte con la stessa persona”, ed in altri casi si prestavano ad elargire denaro a fronte di elevati tassi, assumendo la veste di “benefattori” poiché aiutavano i giocatori in difficoltà.
    Il promotore dell’associazione, nonché il soggetto principale dell’attività di gestione dei siti, nonostante l’elevatissima disponibilità di denaro, fosse anche percettore del reddito di cittadinanza e, di ciò, ne andava fiero elargendo consigli agli amici su come fare a percepirlo indebitamente. Nel tempo, nonostante un tenore di vita elevatissimo con viaggi e vacanze estive di lusso, al variare delle proprie condizioni familiari, il soggetto ha effettuato una serie di dichiarazioni mendaci per aumentare l’importo mensile del sussidio ricevuto dallo Stato arrivando a percepire la soglia massima di reddito di cittadinanza grazie a contratti e dichiarazioni false, sottraendo di fatto risorse economiche a chi realmente ne aveva necessità.
    Alle operazioni, iniziate fin dalle primissime ore della mattinata odierna, hanno partecipato circa 50 poliziotti della Questura di Siracusa che hanno rintracciato tutti i soggetti destinatari dei provvedimenti restrittivi e contestualmente eseguito attività di perquisizione nei confronti degli stessi.

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