Siracusa, allarme crack: cresce il consumo tra giovani. La Balza Akradina come “ritrovo”

 Siracusa, allarme crack: cresce il consumo tra giovani. La Balza Akradina come “ritrovo”

L’ultimo allarme riguarda la Balza Akradina. In più punti dei sentieri sterrati che attraversano il grande parco al centro di Siracusa, tra ipogei e natura, sono state segnalate “pipette” artigianali, usate con ogni probabilità per consumare crack. Il buio che nelle ore serali avvolge la Balza è diventato un alleato di quanti vi si recano per svolgere azioni illegali e vietate. In un incavo poco distante, anche un cucchiaio parzialmente occultato. Altro “strumento” associabile al consumo di quella sostanza.
Il crack – forma fumabile di cocaina, economica ma estremamente dannosa per il cervello e per il sistema nervoso – è particolarmente insidioso perché a basso costo e ad alto potenziale di dipendenza. In Italia, secondo la Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze 2025, il crack rappresenta una quota significativa delle sostanze problematiche: circa il 3,3% degli utenti in carico ai servizi di dipendenza segnala consumo di crack, in un contesto in cui cocaina e crack sono responsabili di oltre un terzo dei decessi per intossicazione acuta letale.
Nel corso dell’anno appena trascorso, sono state numerose le operazioni di contrasto al consumo ed allo spaccio condotte a Siracusa dalle forze dell’ordine. I controlli sul territorio hanno portato al sequestro di centinaia di dosi di crack e di altre sostanze ed all’arresto di diversi pusher: segnale di quanto diffuso e, purtroppo, redditizio sia il mercato illegale degli stupefacenti.
La forte presenza di crack nel tessuto urbano è perfettamente sovrapponibile all’aumento dei reati predatori e di microcriminalità in genere. Parliamo di furti, spaccate, danneggiamenti e atti vandalici che, secondo gli investigatori, sono frequentemente connessi a situazioni di consumo ed al bisogno di procurarsi la sostanza. Siracusa si colloca al 27° posto nella classifica nazionale dell’Indice della criminalità 2025 (dati relativi alle denunce del 2024), su 106 province italiane. Nella graduatoria dei reati per tipo, la provincia si posiziona 21ª per stupefacenti, cioè per denunce legate a consumo/traffico di droga in relazione alla popolazione. Nel complesso, le denunce totali presentate nella provincia di Siracusa nell’anno di riferimento sono 14.837, con una media di circa 3.877 denunce ogni 100.000 abitanti.
La performance della provincia nel quadro della Qualità della vita 2025 è complessivamente molto bassa (penultima su 107) e l’area “Giustizia e Sicurezza” pesa negativamente sul posizionamento complessivo della provincia. Sebbene questi dati non si riferiscano solo alla droga – ma includono la totalità dei reati – tuttavia, lo specifico sotto-indicatore “stupefacenti” segnala un’incidenza significativa delle denunce per droga rispetto ad altri territori italiani.
La diffusione del crack non è, però, solo un problema di ordine pubblico. Rappresenta soprattutto un grave rischio per la salute. Oltre a forti dipendenze psicofisiche, l’uso di questa sostanza è infatti associato a sindrome da astinenza, deterioramento cognitivo, rischio cardiovascolare e neurologico acuto. L’alto tasso di purezza riscontrato nei sequestri nazionali – talvolta fino al 90% di principio attivo – aumenta la pericolosità dello stupefacente.
Di fronte al crescente allarme sociale, Siracusa ha avviato un fronte istituzionale coeso per contrastare il fenomeno. Nei mesi scorsi, il Consiglio comunale di Siracusa ha approvato all’unanimità un ordine del giorno specifico contro il crack e le droghe pesanti, impegnando l’Amministrazione a potenziare strumenti di prevenzione, controllo e assistenza.
Pochi giorni addietro, invece, l’Asp di Siracusa – in collaborazione con le strutture ospedaliere e i servizi per le dipendenze – ha rafforzato percorsi di presa in carico per persone con dipendenza da crack, con programmi di sostegno psicologico, medico e sociale con un centro specializzato attivo nei locali del Trigona di Noto. In precedenza, la Regione aveva introdotto la cosiddetta “legge anti-crack”, con la previsione di misure mirate di intervento sanitario, educativo e di riduzione del danno, integrando i servizi territoriali per affrontare la dipendenza patologica, evitando che la marginalizzazione conduca a cronicizzazione del consumo.

 

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