Siracusa. "Commercianti, ci sono i turisti. Siate buoni, se potete…"

 Siracusa. "Commercianti, ci sono i turisti. Siate buoni, se potete…"

Si potrebbe persino scomodare Angelo Branduardi e quella sua canzone che aveva come titolo “state buoni se potete”. E’, all’incirca, il senso del messaggio che l’assessore alle attività produttive, Fabio Moschella, invia ai commercianti siracusani con una sua lettera aperta.
Sono i giorni più “caldi” sul fronte turistico. Stagione ancora una volta da record di presenze e appeal in crescita, nonostante evidenti problematiche: trasporti, pulizia urbana, decoro. E poi c’è anche il sistema accoglienza ancora da rodare. E da qui parte l’invito agli esercenti. “Abbiamo il dovere della professionalità, dell’ospitalità, della cortesia, delle attenzioni verso il turista e ovviamente verso tutti i clienti. Il primo invito che rivolgo è al rispetto delle regole e degli obblighi di legge. Non invadere il suolo pubblico oltre la concessione, consentire la viabilità pedonale e dei mezzi in particolare quelli di soccorso. Evitare ogni forma di disturbo della quiete pubblica, rispettare le norme di somministrazione in particolare degli alcolici. Rispettare le norme igieniche a cominciare dai bagni, dalla pulizia dei tavolini, delle cucine. Rispettare le norme sullo smaltimento dei rifiuti in particolare dell’umido. Avere la massima attenzione alla sicurezza degli alimenti. Informare i clienti sulla qualità dei prodotti in particolare quelli del nostro territorio. Rispettare i listini, i prezzi giusti, non ingannare mai il cliente. Non commettere abusi verso i lavoratori dipendenti”. Un elenco che non tralascia quasi niente e che più che altro fotografa tutti i punti deboli della “mentalità” di accoglienza.
“L’attività dei pubblici esercizi a Siracusa è indubbiamente cresciuta negli ultimi anni, è cresciuta la professionalità ed è importante il contributo che hanno dato le associazioni di categoria. Il mio appello dalla necessità di fare ulteriori passi avanti nella diffusione di buone pratiche commerciali per vivere correttamente la città, rispettarla e farla diventare sempre di più una meta per visitatori e turisti di tutto il mondo”.
Sin qui la lettera di Moschella. Che ragione ne ha da vendere. Peccato che rivolgersi ai cuori buoni con una lettera aperta in stile “state buoni se potete” varrà il tempo di qualche condivisione social. E’ comunque linea su cui insistere.

 

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